CapoVerso si occupa delle persone. Quelle che lavorano in azienda e quelle che aspirano a diventare leader, senza però avere l’ossessione del potere. Ma anche delle altre, leader in pectore, che vogliono saperne di più, che non si accontentano dell’informazione spazzatura, che aspirano ad avere uno spirito critico, che vogliono ragionare con la loro testa, restando liberi. In azienda come lavoratori e nella società come cittadini.

Tutti gli articoli qui riportati sono liberi da copyright e possono essere riprodotti, citando autore e fonte.

Il meta-messaggio nelle e-mail. Attenti anche alle maiuscole

Massimo Dall’Olio, psicologo e formatore, ha scritto un bel libretto dal titolo “Imparare dai conflitti” Edizioni FrancoAngeli (19 euro). L’autore parla di conflitti tra persone, delle relazioni difficili che possono creare ostacoli o problemi ma che, con un po’ di buona volontà, possono essere gestite al meglio per favorire una crescita personale.

Continua a leggere

Stig Dagerman: gerarchia, cerchio di ferro che blocca l’uomo

Stig Dagerman

Stig Dagerman, autore svedese di grande talento, visse a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e andò incontro a grandi tragedie personali e familiari, fin dall’infanzia, anche se con il suo lavoro letterario ottenne una fama precoce.

Continua a leggere

Capitalismo: istigazione al suicidio?

L’espropriazione esistenziale di cui parla lo studioso Vittorio Pelligra non si riverbera solo sul lavoro ma anche in generale sulla vita delle persone. Sempre più frequenti sono infatti le cosiddette “morti per disperazione”, fenomeno drammatico, segnalato negli Usa, ma presente anche in Europa e in Italia. Per morti per disperazione si intendono quelle dovute a suicidio, overdose di droga e alcolismo aumentate drammaticamente.

Continua a leggere

Bullshit jobs. Lavori che non servono a nulla

Yuval Noah Harari

Lo storico Yuval Noah Harari sostiene che “La nostra vita non ha copioni, drammaturghi, registi o impresari – e non ha un senso”. La colpa è della modernità che rifiuta la visione finalistica, straccia il copione e rivendica potere e autonomia. In questo modo, però, sparisce anche quel contesto comune di riferimento, che era una bussola per dare senso all’esistenza.

Continua a leggere

La democrazia oltre la demagogia e la propaganda

La democrazia è una forma di gestione dello Stato che è stata inventata dagli Ateniesi. Ma a quella democrazia non partecipavano tutti. Erano esclusi, come sappiamo, donne e schiavi. La Dichiarazione di indipendenza americana che sanciva pomposamente che “tutti gli uomini sono creati uguali” non valeva né per le donne, né per gli africani tratti in schiavitù, né per le popolazioni indigene.

Continua a leggere

Sei un analfabeta emotivo? Cos’è l’alessitimia

Parliamo tanto di emozioni ma non tutte le persone sono in grado di riconoscerle (e forse, nemmeno di provarle!). In altri termini, ci sono persone che non hanno la piena consapevolezza dei sentimenti o solo delle sensazioni che stanno provando o hanno grandi difficoltà a descriverle. Questo problema si chiama alessitimia.

Continua a leggere

E’ giusto e possibile esprimere le emozioni?

(Da un saggio di Felice Cimatti)

Le emozioni sono un fenomeno essenzialmente corporeo, nel senso che non sembrano dipendere, se non in casi particolari, dalle nostre conoscenze o dalla nostra volontà (cioè dalla mente come, appunto, distinta dal corpo); se è un fenomeno corporeo è anche un fenomeno individuale, almeno nella sua origine, perché nasce – come detto – dentro il corpo, per poi eventualmente estendersi anche agli altri corpi; è un fenomeno passivo, che in larga misura subiamo, che ci succede, che lo si voglia o no, come ci succede di prendere un’infezione se veniamo in contatto con un determinato agente patogeno; è un fenomeno che sembra manifestarsi in modo innato: le emozioni non si imparano, almeno come si impara a preparare una frittata; è un fenomeno, infine, che non dipende, se non in misura limitata, dalla cultura in cui nasciamo, e tantomeno dalla lingua che parliamo.

Continua a leggere

L’ambiguità della guerra. Oggi e ieri in Dostoevskij. Cercare l’imparzialità. Da una riflessione di Rossella De Rose

La guerra come scontro tra potenze nemiche, assume in Dostoevskij un significato radicalmente diverso da quello tradizionale: conflitto non tra potenze nazionali e statali, ma trasversale rispetto a queste entità. E non guerra locale e localizzabile, ma guerra ubiqua ed occulta. La guerra come politica stessa, come forma essenziale della nuova identificazione di politica, filosofia, religione ed etica.

Continua a leggere

Clean Power. Il principio di reciprocità: c’è l’energia pulita? Allora deve anche esserci il potere “pulito”

Alcuni ricercatori hanno scoperto che chi usa il potere con meccanismi machiavellici (scusa, Niccolò, se uso l’aggettivo che proviene dal tuo cognome in modo negativo), cioè manipolazioni, pettegolezzi, ecc. vengono rapidamente identificati e isolati e in breve tempo perdono il loro potere. Chi, al contrario, usa il potere in modo più attento, premuroso ed estroverso, ha molte più possibilità di conservarlo.

Continua a leggere

Democrazia e stati autoritari: quali differenze?

Da sinistra a destra: Elon Musk, Jeff Bezos, Bill Gates, Bernard Arnault e Warren Buffett

In questi tempi di guerra, cerchiamo di tenere ben distinti i concetti di democrazia e di autoritarismo. Ma, qualche volta, alla gente comune non riesce facile capire, ad esempio, quale sia la differenza tra i tycoon (magnati) americani e gli oligarchi russi.

Continua a leggere