CapoVerso si occupa delle persone. Quelle che lavorano in azienda e quelle che aspirano a diventare leader, senza però avere l’ossessione del potere. Ma anche delle altre, leader in pectore, che vogliono saperne di più, che non si accontentano dell’informazione spazzatura, che aspirano ad avere uno spirito critico, che vogliono ragionare con la loro testa, restando liberi. In azienda come lavoratori e nella società come cittadini.

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Le abitudini sbagliate e l’inferno

William James

Dai Discorsi di William James, filosofo e storico americano, un parallelo (inferno e abitudini) che dovrebbe metterci in guardia dalle abitudini che coltiviamo. Tutte. Ma soprattutto quelle più cattive, dalle quali non riusciamo a liberarci.

L’inferno, di cui ci parla la teologia – e che forse ci aspetta – non è diverso dall’inferno che ci costruiamo in questo mondo piegando il nostro carattere ad abitudini sbagliate.

Se i giovani potessero rendersi conto di quanto presto diventeranno fasci ambulanti di abitudini, essi, certamente, sarebbero più accorti con il loro comportamento in fase di formazione.

Noi tessiamo i nostri destini, nel bene e nel male, e mai a vuoto. Ogni colpo di virtù o di vizio lascia il suo segno visibile.

Quiet Quitting: faccio il minimo sindacale

Ricordate cosa diceva lo scrivano di Melville? “Preferirei di no!”. Quando il capo gli diceva di fare un lavoro, ripeteva sempre questa frase, quasi un mantra sotto il quale covavano questioni importanti e quanto mai attuali, quali l’insoddisfazione, la frustrazione e la depressione sul lavoro.

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L’involuzione della democrazia. L’entropia della sovranità popolare

Colin Crouch

Colin Crouch (“Combattere la post democrazia”) ha ammesso tutte le difficoltà del caso nel descrivere compiutamente quella fase involutiva della democrazia che, secondo la sua analisi, stiamo vivendo, finendo con il rinunciare a darne una definizione precisa ma indicando solo un percorso allarmante di progressiva entropia della sovranità popolare, nella quale “i cittadini perdono effettivamente ogni possibilità di tradurre le loro richieste in azione politica”, pur conservando almeno formalmente la piena titolarità dei diritti elettorali.

Murray Edelmann, nell’analisi del comportamento politico dell’homo symbolicus, arriva ad affermare che il cittadino non agisce in seguito a razionali valutazioni di eventi percepiti oggettivamente, ma risponde emotivamente a riduzioni soggettive di senso operate dal linguaggio simbolico e metaforico, cui ha accesso.

In questo senso la metafora costituisce la stessa realtà politica nella quale finisce per vivere ed agire il cittadino.

Non è un po’ poco?

Per sapere chi minaccia l’ordine sociale guardiamo in alto!

Zygmunt Bauman

Una volta era la “ribellione delle masse” che minacciava l’ordine sociale e le tradizioni di civiltà della cultura occidentale. Ai nostri tempi, invece, la minaccia principale sembra venire da chi si trova al vertice della gerarchia sociale, non dalle masse. Zygmunt Bauman conferma questa idea:

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Fiducia in sé, rispetto di sé e stima di sé nascono dalle relazioni con gli altri

Axel Honneth

Secondo Axel Honneth (il suo saggio, scritto insieme a J. Anderson, si intitola Autonomy, Vulnerability, Recognition, and Justice) le tre proprietà menzionate nel titolo sono aspetti essenziali della ‘relazione pratica’ con il proprio sé, e possono svilupparsi solo grazie al riconoscimento reciproco in un orizzonte di socialità.

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Solidarietà e democrazia 1. Prima l’individuo o prima la società?

Romano Guardini

Romano Guardini nel suo saggio L’opposizione polare. Tentativi per una filosofia del concreto vivente, pp. 178-179 riflette se sia nato prima l’uovo o la gallina (pardon, l’individuo o la società). Il suo pensiero sembra piuttosto interessante. Eccovi uno stralcio significativo:

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