Il leader oggi: come dovrebbe essere

OttimismoQuali sono le caratteristiche di un buon manager e, quindi, di un valido leader? In questo articolo, si illustrano brevemente le otto qualità che non possono mancare. Le conosciamo già? Può darsi, ma non è mai superfluo ricordarle.

Non c’è che dire. Nella nostra epoca le immagini hanno una forza evocativa decisamente superiore alle parole. Uno come me che con le parole ci lavora ogni giorno deve purtroppo ammetterlo.

Anche quando si affrontano argomenti seri come la leadership, il successo e la carriera e cerchiamo di individuare le qualità più importanti che deve avere un buon manager non ci si può esimere dal farci aiutare da qualche foto particolare che susciti l’attenzione, la curiosità o almeno un sorriso.

Da una rivista on line americana “Economyzoom” riportiamo qui di seguito, opportunamente adattate, le caratteristiche peculiari di un leader di successo, pubblicando la foto che sintetizza il senso dell’umorismo, che ci è sembrata la più azzeccata. Ma prima è meglio ricordare l’assoluta importanza di alcune qualità di base che un tempo avremmo dato per scontate e che invece oggi bisogna ribadire perché molto spesso qualcuno se le dimentica.

Onestà. Coerenza tra i principi nei quali si crede e le azioni che si compiono. Linearità, lealtà, rettitudine nei confronti propri e dei collaboratori. La fiducia è una cambiale in bianco che scade non appena qualcuno scopre che non siamo stati sinceri.

Passione per il proprio lavoro e per gli obiettivi da raggiungere. Se manca o è un po’ “annacquata” come si fa a trasmetterla agli altri?

Rispetto. Il rispetto nasce dalla conoscenza della personalità dei vari collaboratori con i quali si lavora. Per questo occorre comprendere le loro esigenze e le loro aspettative, sviluppare le loro qualità, migliorare i loro limiti senza favoritismi o imposizioni.

Ecco le otto qualità del leader di successo:

1. Ottimismo

Nel lavoro ci sono momenti difficili nei quali si fa fatica a vedere la soluzione dei problemi che abbiamo di fronte e si rischia di perdere di vista i propri obiettivi. Può succedere ma il leader in questi casi deve saper reagire, deve avere gli anticorpi giusti per stimolare le reazioni più positive in grado di affrontare brillantemente le difficoltà. Sempre con un sorriso e la determinazione che ogni ostacolo alla fine possa essere superato.

2. Decisione

Il leader si trova praticamente ogni giorno davanti a decisioni difficili. Il suo compito è evidentemente prenderle, assumendosene la responsabilità, ma, altrettanto importante, è la capacità di comunicarle ai propri collaboratori, senza dubbi o paure, cercando coesione e condivisione. Solo in questo modo è possibile mantenere vivo il rapporto di fiducia con il suo team.

3. Umiltà

Un leader che vale non ha bisogno di atteggiamenti arroganti o di superiorità. I suoi collaboratori si rendono conto benissimo del suo valore senza che lui debba salire in cattedra. Al contrario, il buon leader cercherà di dimostrare ogni volta che può la sua riconoscenza ai propri collaboratori, non solo attraverso i premi ma anche solo con una pacca sulle spalle, una stretta di mano, un sorriso.

4. Delegare

Ogni componente del team deve sapere esattamente quello che deve fare. Questa è la chiave di una organizzazione che funziona in modo corretto. Se qualcuno ha dei dubbi spesso è perché il leader non è stato in grado di fornire tutte le informazioni necessarie. Delegare è avere fiducia nei propri collaboratori, fornire tutti gli strumenti necessari perché essi svolgano bene il proprio compito, non dimenticare di condividere con loro le finalità più ambiziose del progetto su cui stanno lavorando.

5. Esempio

Non è vero che il leader deve soltanto dare degli ordini. Forse, solo chi interpreta in modo riduttivo questo ruolo può pensarlo. Il leader deve essere in grado di sporcarsi le mani, impegnarsi in prima persona, essere sempre disponibile, rappresentare per i suoi collaboratori un esempio da imitare. E questo comportamento lo deve seguire perché ci crede sul serio non come gesto simbolico o ipocritamente “democratico”. Sarebbe fin troppo facile smascherarlo!

6. Coinvolgimento

Il leader efficace deve essere in grado di coinvolgere i propri collaboratori. Per farlo deve conoscerli a fondo, saper toccare le corde giuste in un mix di razionalità ed emozione, che non è sempre facile trovare. Occorre fare leva su principi e idee condivise, stimolando il loro amor proprio, la loro dignità e intelligenza. Ricordiamo l’Ulisse dantesco che fece i suoi marinai così “acuti” da convincerli che avrebbero potuto sfidare il mare pur con tutte le incognite che l’impresa nascondeva.

7. Umorismo

Un leader troppo serio, che non ride mai è faticoso da seguire. L’atmosfera che si crea intorno a lui diventa pesante. Anche la qualità del lavoro ne soffre. I collaboratori sentono straordinariamente questo clima e lo interpretano, spesso in modo errato. Il leader deve essere in grado di sorridere, di sdrammatizzare, di prendere e prendersi in giro, se è il caso. Ma deve anche essere così sensibile da non superare certi limiti. Anche perché esagerare può incrinare la stima che si è costruito.

8. Dare soddisfazione ai collaboratori

E’ vero, i collaboratori sono pagati, hanno uno stipendio. Ma un leader vero sa che tutto ciò che rientra nella busta paga non è mai sufficiente a motivare il loro impegno. Se vogliamo che la vita aziendale non sia una piatta routine ma un’avventura fatta di traguardi e risultati da raggiungere e condividere insieme, occorre che il leader sottolinei questi momenti con un intervento premiante. Che riguardi tutto il team, ad esempio, un pranzo, una vacanza. O singolarmente qualche collaboratore che lo meriti, attraverso un regalo, possibilmente non anonimo ma che rispecchi i suoi interessi personali. Ricordate che la motivazione passa anche per questi gesti.

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