Carriera: uomini che odiano le donne

BilanciaDi fronte alle donne che grazie al loro impegno, alla loro capacità professionale, fanno carriera e riescono a raggiungere i “piani alti” delle aziende, gli uomini, anche se cercano di fingere, raramente riescono a riconoscere loro del tutto il pieno merito del successo ottenuto.

La differenza di genere pesa come un macigno anche sugli uomini più intelligenti e più aperti al cambiamento, soprattutto se sono coinvolti in prima persona, e si vedono preferire nella posizione di prestigio alla quale tanto aspiravano una rappresentante del gentil sesso.

Siamo sinceri, certe volte questa situazione è giudicata ancor più umiliante di quando ci si accorge di essere vittima di un’ingiustizia, perché al nostro posto si è preferito un collega incapace o “raccomandato” ma maschio.

L’uomo prova invidia verso la donna in carriera perché sente minacciato e pregiudicato il suo (presunto) senso di superiorità. Reggere il confronto con una donna che guadagna di più, ha più successo, è ammirata è difficile. E, allora, gli uomini diventano insicuri, perdono l’autostima, si sentono inadeguati

Anche se non vorrebbe pensarlo, automaticamente, colui che vive questo tipo di frustrazione non può fare a meno di tirare in ballo eventuali doti “nascoste” della donna in questione o debolezze verso l’altra metà del cielo da parte di chi ha avuto il compito di operare quella scelta.

In realtà, secondo una recente ricerca Gallup condotta negli Usa, la maggior parte dei lavoratori (maschi) preferisce avere un capo uomo (26%) e solo il 14% un boss donna. Ancora oggi, quindi, la donna al vertice viene interpretata come persona meno affidabile, lunatica, esigente, impulsiva.

Insomma, è difficile abbattere certi preconcetti. Anche se, come abbiamo visto nel precedente articolo, le donne che dirigono le aziende sono in gamba quanto gli uomini. Anzi, di più. E a dimostrarlo vi sono fior di ricerche a livello universitario che dovrebbero una volta per tutte cancellare tutti i pregiudizi che ancora persistono in certe menti maschili.

La Pepperdine University, uno dei centri più qualificati della California, con sede a Malibu, ha pubblicato una ricerca nella quale emerge con evidenza che le aziende che hanno più donne in posizioni di leadership hanno ottenuto risultati finanziari decisamente più soddisfacenti rispetto a quelle che ne hanno di meno.

Il Massachussetts Institute of Technology ha individuato che la differenza nell’attività creativa e nella efficienza di diversi gruppi di lavoro è da ricercarsi prevalentemente nella presenza di donne.

Presso l’Harvard Business School, un questionario tra colleghi, capi e collaboratori diretti e indiretti ha evidenziato che i senior executive donna hanno raccolto almeno il 10% in più di consensi rispetto agli omologhi uomini.

Bisogna però essere obiettivi: le donne al vertice, in qualche caso, si comportano come e peggio degli uomini. Forse perché, invece di essere se stesse, vogliono essere più simili a loro. Lo vedremo in un prossimo articolo.

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