Bufalopoli: luogo frequentatissimo

Bufala

Insieme a chi realizza notizie false in malafede (giornalismo manipolativo) c’è chi le diffonde per prendersi gioco degli altri o diventa tramite inconsapevole di informazioni non verificate, le famose bufale. Termine più adatto non poteva essere usato: significa prendere la gente per il naso come si fa con i bufali che vengono condotti dove vuole il padrone prendendoli per l’anello che hanno infilato nel naso.

A questo proposito, segnaliamo il sito Bufalopedia, curato da Paolo Attivissimo, ma per chi vuole affrontare la cosa in modo più approfondito rimandiamo al recente libro di Pier Cesare Rivoltella, Le virtù del digitale“, collana il Pellicano Rosso, edizioni Morcelliana, 128 pagine, euro 11,00.

Di questo autore vorremmo qui segnalare sinteticamente alcuni suggerimenti per usare in modo corretto e prudente le informazioni in rete:

  1. Saper utilizzare i motori di ricerca, sfruttando la possibilità di “ricerca avanzata”. Servirsi non solo di Google ma crearsi una serie di punti di riferimento selezionati e condivisi da altri navigatori, come succede in Delicious o Mendeley, nel caso della ricerca scientifica, o sui social network, individuando chi può fornirci le notizie che cerchiamo
  2. Valutare la pertinenza delle informazioni raccolte. Il che significa, selezionarle, suddividerle, catalogarle e, se il caso, metterle a disposizione di altri navigatori per condividerle
  3. Imparare a verificarne la credibilità. E’ questo l’aspetto più complesso, considerato il fenomeno della disintermediazione dell’informazione, cioè del fatto che mancano reali controlli sulla loro veridicità, che tradizionalmente viene svolta dagli editori, dalla redazione, dai responsabili della comunicazione. Alcuni sistemi efficaci potrebbero essere:
  • La metadatazione dell’informazione. Cioè ricercare chi, quando, come è stata prodotta l’informazione. Verificare se esistono altre versioni.
  • La presenza di copia incolla da altri siti (basta selezionare una parte del testo è inserirla su Google per rendersi conto se il testo proviene da altre fonti e da quali).
  • L’attendibilità di chi l’ha realizzata. E’ possibile risalire alla sua web reputation facendo ricerche sui social network o intercettarlo direttamente per fargli le domande necessarie.
  • Il gradimento degli altri lettori. Capire chi e – possibilmente – perché ha espresso parere favorevole.
Le virtu del digitale
Le virtù del digitale, edito da Morcelliana

Insomma, l’autore suggerisce un doveroso lavoro di analisi e decostruzione che parte dalla necessità di sviluppare capacità di riflessione e pensiero critico. Bisogna essere sempre attivi mai passivi sul web (antenne belle diritte!), più avveduti e consapevoli. Pier Cesare Rivoltella sostiene che sapersi muovere bene sul web senza prendere troppe fregature dal punto di vista informativo, è un problema di cittadinanza. Concordiamo in pieno. Aggiungendo che occorre anche un po’ di senso civico.

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