Contro la corruzione dilagante? Ci sarà la pillola per diventare onesti (consigliata ai politici)

PillolaCome giudichiamo gli esseri umani, cioè noi stessi? Stando ai numerosi episodi di corruzione, violenza, ecc. che la cronaca ci presenta ogni giorno, saremmo tentati di definire l’umanità incapace di avere una visione del futuro equilibrata, per quanto riguarda l’ambiente, il clima, la distribuzione della ricchezza.

Insomma, siamo orientati ad essere egoisti o altruisti, ma soltanto verso chi conosciamo o chi appartiene alla nostra ristretta cerchia; eticamente inaffidabili a tutti i livelli, compresi quelli di comando ai quali spettano decisioni politiche, economiche, sociali.

Se è così, dovremmo rassegnarci? Oppure esistono sistemi in grado di cambiare questi nostri comportamenti? Se l’attività di educazione, la scuola in testa, fa fatica a produrre persone “nuove” con maggiori motivazioni etiche perché non provare per un’altra strada, cioè attraverso interventi chimico farmacologici? In sostanza, perché non somministrare pillole che insieme ad aumentare le capacità cognitive delle persone possano anche produrre un loro potenziamento etico?

Filosofia della mente
Filosofia della mente“, di Andrea Lavazza, edito da La Scuola

Non date retta alla battuta del titolo: per ora non esistono ancora pillole di questo tipo! Siamo a livello di ricerche di laboratorio, ma si stanno facendo notevoli progressi. Il professor Andrea Lavazza, ricercatore presso il centro universitario internazionale di Arezzo, in un recente articolo su “Vita e Pensiero” (“Le neuroscienze e la pillola della bontà”, n, 3, 2015, pp. 96-103), segnala che le neuroscienze e la genetica potrebbero essere sulla strada giusta per realizzare tali sostanze, droghe positive in grado di migliorare le prestazioni generali (enhancement), le performance mentali e anche di produrre un potenziamento etico.

Si è studiata, ad esempio, la possibilità di somministrare ossitocina, un ormone che svolge una funzione importante al momento del parto e che favorirebbe una maggiore attenzione emotiva verso gli altri. Sotto forma di aerosol sembra incrementi la fiducia e la cooperazione (almeno in esperimenti di laboratorio).

Vi sono, inoltre, i cosiddetti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, che vengono utilizzati nei casi di ansia e depressione, che sembra svolgano la funzione di migliorare il tono dell’umore, favorendo comportamenti più solidali, quindi con un effetto morale. Senza dimenticare gli studi di genetica che togliendo o inserendo parti del Dna potrebbero in futuro agire per evitare comportamenti che non si conformino alle regole.

Ma sarebbe giusto intervenire con questi sistemi per forzare comportamenti etici?

Ne approfittiamo per segnalare ai lettori il libro:Filosofia della mente“, Andrea Lavazza, Editore La Scuola, 214 pagg., 12,50 euro.

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