Ranieri, CT del Leicester: esempio di leadership di servizio

Claudio RanieriIl termine ‘leadership di servizio’ è stato usato la prima volta da Robert K. Greenleaf, in un saggio pubblicato nel 1970. E sembra che uno dei personaggi di oggi a cui questa definizione si attaglia di più sia proprio Claudio Ranieri, che attualmente allena la squadra inglese del Leicester con la quale sta ottenendo grandi risultati.

Il leader di servizio è una persona che si concentra soprattutto sulla crescita e sul benessere delle persone del gruppo che sta guidando. Lascia in secondo piano l’esercizio del potere personale e l’idea di essere in cima alla piramide, ma si concentra soprattutto sulla capacità di creare un gruppo unito, valorizzando le capacità specifiche di ognuno dei componenti e ponendo attenzione soprattutto ai loro bisogni.

Il successo di un gruppo, sia una squadra, sia una azienda,  è questione di elementi diversi che riescono a trovare un equilibrio perfetto. Quello che conta è comunque che ognuno, dal leader all’ultimo uomo del team, sappiano di far parte di un insieme di persone che ha un obiettivo preciso da raggiungere,  che siano orgogliosi del successo del gruppo prima che del loro successo personale. Cioè, rispecchino in pieno la filosofia del loro leader.

Le caratteristiche del leader di servizio sono ormai note, ma non è inutile ripeterle:

  • Capacità di ascolto, rispetto degli altri.
  • Empatia. Capacità di comprendere gli altri, la loro diversità, la loro peculiarità.
  • Capacità di lavorare insieme. Nel senso di condividere con gli altri i problemi e cercando di aiutarli ogni volta che sia necessario.
  • Essere sempre consapevoli di quello che si sta facendo, del come e del perché. Senza dimenticare il fine.
  • Capacità di creare consenso non attraverso l’imposizione di regole ma con la capacità di persuasione, dando sempre il buon esempio.
  • Cercare di spiegare sempre razionalmente perché siano emersi certi problemi e quello che è possibile fare per superarli.
  • Mostrare di essere lungimiranti. Immaginare ciò che potrà succedere in positivo e in negativo e prevedere le relative contromisure.
  • Avere sensibilità organizzativa. Riuscire ad avere una visione generale del gruppo, o dell’azienda, nel contesto in cui si opera.
  • Impegnarsi per la crescita di ogni singolo componente del gruppo. Dimostrare di apprezzare gli sforzi compiuti, incoraggiare, riconoscere i risultati ottenuti.
  • Rafforzare in ogni circostanza il patto sociale che unisce il gruppo, che ne crea la sua unicità, rafforzare la comunità nel suo essere diversa.

Segnaliamo su questo specifico argomento anche il nostro precedente articolo.

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