Titanic: le subdole strategie per eludere la realtà. Negazione, cinismo, depressione.

Titanic“Libertà è partecipazione”: ricordiamo tutti la canzone di Giorgio Gaber nella quale si definiva la libertà non tanto come possibilità di fare tutto quello che ci passa perla mente, quanto come impegno comune, diretto e responsabile per cambiare le cose, possibilmente migliorandole. Eppure esistono in tutti noi delle reazioni che ci impediscono di prendere atto di quello che stiamo facendo e delle sue conseguenze a livello collettivo. Sono atteggiamenti che nascondono strategie per eludere la realtà, che vale la pena analizzare, seppure a grandi linee.

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Valorizzare sul serio le potenzialità dei collaboratori nelle aziende

CollaboratoriSentiamo parlare spesso di risorse umane. I manager se ne riempiono la bocca. E i leader delle imprese si vantano del fatto che il loro patrimonio più importante siano appunto le risorse umane. In molti casi, però, queste sono soltanto belle parole. La realtà dei fatti è un’altra, o meglio la solita: struttura gerarchica consolidata, poteri decisionali ben distribuiti, sistemi di incentivazione mirati, attenti processi di controllo e supervisione. Risorse umane sì, d’accordo, ma a condizione che si lascino guidare e seguano le direttive senza troppa autonomia.

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Trappole mentali dell’intelligenza logico-razionale. Ci si può liberare?

Mental TrapsCi rifacciamo alle domande sottoposte al prof. Gian Carlo Cocco per approfondire l’argomento delle trappole mentali, citando alcuni spunti da un suo articolo apparso su ItaliaRinasce e uno stralcio da un intervento sul libro “Neuroscienze e management” a cura di Maria Emanuela Salati e Attilio Leoni, 320 pagine, edizione Guerini Next, collana BP.

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Il Leader, psicopatico aziendale, è sempre al centro dell’universo

Manfred Kets de Vries

Continuiamo il discorso iniziato con il precedente articolo sugli psicopatici gestionali. Un altro studioso, Manfred Kets de Vries, li chiama psicopatici aziendali o psicopatici “lite” ma il senso cambia poco. Nessuno di loro finisce in carcere o in ospedale psichiatrico ma in ambito aziendale li ritroviamo spesso nella parte più alta della gerarchia.

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Gilberto Corbellini: dare ai giovani strumenti per pensare criticamente

Gilberto CorbelliniGilberto Corbellini, professore ordinario di storia della medicina e docente di bioetica presso l’Università “Sapienza” di Roma, autore di diversi libri, così scrive in un articolo su “Il Sole 24 Ore – domenicale del 24 gennaio scorso: “Oggigiorno non si può essere cittadini pienamente in grado di esercitare i diritti costituzionali se, per esempio, non si sa cosa è una probabilità, quali componenti teoriche entrano nella definizione di rischio, come si stabilisce che un dato scientifico è corretto e non falsificato, come funziona una sperimentazione clinica, cosa sono i bias cognitivi ed emotivi, ecc.”

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