Contro la polarizzazione delle idee favorita da Internet

Wael GhonimWael Ghonim è stato uno dei giovani che attraverso Internet è riuscito a mobilitare gran parte della popolazione egiziana contro il regime e a dare in qualche modo il via alle famose primavere arabe. Che poi, come sappiamo tutti, hanno fallito nel loro intento di portare maggiore democrazia in Egitto e nei Paesi in cui queste manifestazioni si sono svolte negli anni 2010/2011 (per approfondire l’argomento consigliamo di visitare sito il sito di Enzo Pennetta).

E’ importante perciò sentire da lui stesso le critiche che rivolge ai social media non tanto nello specifico del fenomeno politico, quanto nell’uso di uno strumento che si è rivelato particolarmente inaffidabile. Sono riflessioni sulle quali vale la pena soffermarsi.

Secondo me ci sono cinque sfide critiche che fanno i conti con i social media.

In primo luogo non sappiamo come comportarci con le voci, i pregiudizi della gente che corrono su Internet tra milioni di persone.

In secondo luogo, creiamo le nostre camere di risonanza cioè tendiamo a comunicare solo con le persone con cui siamo d’accordo. E, grazie a social media, possiamo mettere sotto silenzio, evitare di seguire tutte le altre con le quali non abbiamo condivisioni.

In terzo luogo, le discussioni on line si trasformano in folli arrabbiature, come se ci dimenticassimo che dietro allo schermo ci sono persone vere e non avatar.

Quarto, è diventato molto difficile cambiare idea, a causa della velocità e della stringatezza che richiedono i media, siamo obbligati ad arrivare a conclusioni in breve tempo (per farci leggere, non annoiare, e anche per lo spazio ridotto che ci è concesso).

Quinto – e secondo me il più importante – oggi le nostre esperienze su Internet sono progettate in un modo che favorisce la trasmissione di informazioni piuttosto che l’interazione (il dialogo), commenti superficiali, invece di conversazioni approfondite, come se parlassimo l’uno all’altro, non l’uno con l’altro.

Questa situazione favorisce la polarizzazione delle idee nella gente. Insomma, dobbiamo capire che la tecnologia è parte della soluzione non del problema.

Dobbiamo rivedere le esperienze sui social in modo che promuovano la civiltà e ricompensino la correttezza e la linearità della comunicazione… Ci dovrebbero essere più incentivi per far partecipare la gente alle conversazioni piuttosto che inviare comunicazioni. Premiare chi risponde alle opinioni mostrando di non essere d’accordo e cominciare a far capire che cambiare idea può essere una cosa positiva… Wael Ghonim chiede che venga riconsiderato l’ecosistema dei social di oggi per premiare il pensiero, la civiltà e la comprensione”.

Ma non è facile. Edgar Morin nella sua “Introduzione al pensiero complesso” sosteneva: “Abbiamo tutti una tendenza inconsapevole ad allontanare dalla nostra mente ciò che si prepara a contraddirla, in politica come in filosofia. Avremo un’attenzione selettiva verso ciò che favorisce le nostre idee e una disattenzione selettiva verso ciò che le sfavorisce.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...