Leadership senza leader. E’ possibile? L’esempio della Chamber Orpheus Orchestra

Orpheus Orchestra ChamberLa funzione del leader è nota. Egli deve essere capace di guidare, indirizzare, potenziare le energie di un gruppo, senza mortificare le motivazioni e le aspirazioni dei singoli, al contrario integrando e massimizzando con successo le risorse che ha a disposizione per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi o sociali.

Fare a meno di un leader è possibile? Ci sono casi, in verità piuttosto rari, in cui questo accade. E altri nei quali osserviamo come la leadership autocratica si rivela meno necessaria e in qualche modo sostituibile.

Un esempio davvero singolare e importante di leadership condivisa, o meglio “distribuita e consensuale”, è quello che riguarda l’orchestra statunitense Chamber Orpheus Orchestra.

Chi ha in mente il film di Federico Fellini “Prova d’orchestra”, dove gli orchestrali si ribellano in modo anarchico al potere del direttore d’orchestra, può pensare che si tratti davvero di pura utopia o di una trovata di marketing. La cosa sembra strana anche perché il direttore d’orchestra viene sempre visto come simbolo dell’autorità, spesso anche preda del suo ego spropositato (lasciamo che siate voi a pensare a qualche direttore che va per la maggiore, con un carisma che sfiora la gretta spocchiosità).

La Orpheus Chamber Orchestra, fondata nel 1972 da Julian Fifer e un gruppo di musicisti uniti dalla stessa idea, ha vinto il Grammy Award per le prestazioni che combinano l’intimità e il calore di un ensemble da camera con la grandezza di un’orchestra.

L’ensemble senza direttore è stato riconosciuto un “unicum” per il suo stile di leadership collaborativo in cui i musicisti decidono collettivamente sulle loro interpretazioni di spartiti musicali. Il complesso ha elaborato e brevettato un proprio metodo di lavoro, chiamato appunto “Orpheus Process” che si basa sui valori della democrazia posti al centro della loro attività artistica.

Ecco cosa dice il violista Dov Scheindlin: “Tutti noi abbiamo suonato in formazioni dirette da “maestri”, cosa che può essere soddisfacente se chi dirige è una persona brillante e di talento. Eppure anche in questo caso, ci saranno momenti in cui chi suona può sentire che la sua abilità e la sua destrezza non viene abbastanza valorizzata.”

“La cosa fantastica dell’ Orpheus Orchestra è che senza un leader è più facile attingere alle conoscenze e all’esperienza di tutti i musicisti, in modo che ognuno di loro abbia piena responsabilità di tutto quello che fa. In altri termini, tutti si sentono impegnati nel processo di creazione e di interpretazione e sanno di poter esprimere il loro parere quando hanno un’idea – e sono chiamati a sostenere la decisione del gruppo “.

L’esempio della Orpfeus Orchestra viene studiato presso le Università di Harvard e Stanford e in alcuni seminari sulla leadership realizzati dalla Morgan Stanley.

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