Essere riconosciuti nel proprio lavoro

good-jobVi racconto un episodio autentico che mi ha confessato un amico. La persona in questione lavorava come funzionario in una banca da poco tempo. Era soddisfatto ed entusiasta ma non aveva mai potuto avere la conferma da parte dei suoi superiori che stesse facendo un buon lavoro.

E’ vero, nessuno si lamentava di lui. E l’attività procedeva regolarmente. Ma nessuno glielo aveva mai detto esplicitamente. Oltretutto, in certi casi, al mio amico, che è piuttosto intraprendente, piaceva introdurre piccole modifiche, miglioramenti nella prassi quotidiana dell’attività amministrativa che condivideva con i propri collaboratori, i quali apprezzavano e si adeguavano volentieri. Ma da parte dei capi, continuava questo silenzio assordante. Né lui riteneva opportuno avere un colloquio con i superiori su questi temi, anche per non apparire troppo insicuro e poco autonomo.

vignetta
Una vignetta apparsa sul n. 4408 de “La Settimana Enigmistica”

A un certo punto, il mio amico si chiese se stava facendo la cosa giusta, visto che qualche collega, meno attivo di lui, gli aveva fatto capire che tutta quella solerzia era praticamente inutile. E lui, forse, avrebbe perduto l’entusiasmo che lo aveva fin lì contraddistinto, se non fosse capitato un episodio che, invece, gli ridiede la carica necessaria.

Il Vice Presidente della sua banca, un giorno lo incrociò in un corridoio e, dopo averlo salutato cordialmente, gli disse: “Non abbiamo frequenti occasioni di parlarci in modo informale. Ma c’è una cosa che volevo dirle da tempo. Desidero ringraziarla per il lavoro che fa, per la spirito creativo che mette in ogni sua attività, per l’apporto innovativo che fornisce al suo ufficio.” Bastarono queste poche e semplici parole per ridare fiducia ed entusiasmo al mio amico che da quel momento continuò il suo lavoro con impegno e serietà e, in breve tempo, fu in grado di raggiungere grandi successi professionali in quella banca.

Un piccolo episodio come tanti, ma significativo che conferma come la capacità di esprimere gratitudine da parte dei manager sia spesso la chiave di volta per migliorare e rafforzare il rapporto con i propri collaboratori. In sostanza, cosa significa ringraziare? Significa che ci siamo resi conto di quello che fanno gli altri, della loro capacità, della loro buona volontà. Significa che il lavoro che fanno ci interessa molto e ad esso siamo in grado di dare la giusta valutazione. Una affermazione di questo tipo, anche se oggi tendiamo a monetizzare tutto, non impegna più di tanto ma ha il merito di rafforzare la fiducia che gli altri ripongono in noi, stimola l’amor proprio della persona a cui l’abbiamo rivolto, rinsalda il suo senso di responsabilità, favorisce una maggiore attenzione nei confronti dell’innovazione, dell’autonomia e, di conseguenza, aiuta a migliorare la produttività dell’azienda e a sviluppare un clima positivo nell’ambito lavorativo.

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