Distinguere tra eustress e distress. Il mobbing in azienda danneggia mente e corpo

stressIn questi periodi di crisi, con le imprese che chiudono o riducono il personale, anche chi in azienda lavora in un clima negativo, soffre del comportamento ingiusto o scorretto di colleghi o superiori, si rassegna, inghiotte il rospo e cerca di tirare avanti.

Attenti, è un comportamento sbagliato. Forse, non siete vittime di vero e proprio mobbing, però è necessario che riusciate a capire se la tensione che state provando siete in grado di gestirla o sfugge completamente al vostro controllo.

Nel primo caso, probabilmente si tratta di stress benigno (eustress), cioè la risposta fisiologica a una situazione di particolare difficoltà, ma probabilmente transitoria, contingente e risolvibile in tempi ragionevolmente brevi. E’ uno stress utile perché aumenta la capacità di reazione e favorisce la gestione di situazioni critiche.

Diverso è lo stress negativo (distress) che coglie quando si è di fronte a uno stato di permanente tensione che percepiamo come non gestibile, non razionalmente controllabile e che ci impedisce di vedere una qualsiasi via d’uscita.

Uno stress prolungato può risultare decisamente dannoso sia per la mente che per il corpo. Vediamo brevemente le conseguenze.

Il distress innesca un rilascio automatico coordinato di glucorticoidi, di cui il cortisolo è l’ormone più importante, che inonda il cervello. L’esposizione prolungata ai glucorticoidi da parte dei tessuti cerebrali porta all’atrofia delle aree responsabili della memoria, della regolazione emotiva, della capacità di mantenere relazioni sociali positive.

Il distress può provocare, a lungo andare, malattie gravi o croniche, tra le quali, problemi cardiovascolari, ipertensione (60%), propensione agli ictus, infarti; bruschi cambiamenti neurologici; problemi gastrointestinali: ad esempio, la colite; ripercussioni immunologiche: infezioni più frequenti e di maggiore gravità, disturbi auto-immuni; fibromialgia (21%), sindrome da stanchezza cronica (33%), diabete (10%), disturbi della pelle (17%).

Ma come si fa a capire se lo stress normale è diventato distress? Ecco alcuni sintomi, o meglio avvertimenti del nostro corpo, ai quali porre la massima attenzione: nausea, tremori delle labbra, mani, sensazione di mancanza di coordinamento, brividi, sudorazione profusa, diarrea, battito cardiaco accelerato, respirazione rapida, pressione sanguigna elevata, dolore al petto, pianto incontrollabile, mal di testa.

Le percentuali sopra segnalate risalgono a una ricerca WBI (SurvStress-Related Health Impairment) sulla salute dei dipendenti del 2012.

Workplace Bullying

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