Sarebbe meglio che il mondo fosse migliore

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Roberto Vacca, fotografato da Rodolfo Cardarelli

Dall’ultimo libro intitolato “Come fermare il tempo e riempirlo di buone idee” (Mondadori Editore) di Roberto Vacca, un giovane di quasi novant’anni, citiamo un passo che ci sembra interessante. Quasi a fare da contraltare alla famosa poesia di Kipling “Se”.

Sarebbe meglio che il mondo fosse migliore. Lo sarebbe se ogni persona che incontri a caso avesse storie da raccontare, ti dicesse ciò che non sai. Ti indicasse strade per andare a trovare cose belle. Ti ascoltasse quando dici qualche cosa di valevole che hai trovato o capito con fatica.
Ti facesse conoscere altre persone interessanti. Non si lamentasse della propria sfortuna. Condividesse osservazioni acute. Non ti raccontasse tutti i dettagli dei suoi piaceri banali e qualche volta repellenti, dei suoi dispiaceri prevedibili, né di eventi insignificanti che ha vissuto o che sono stati vissuti da altre persone che non conosci. Fosse generosa.
E, ancora, lo sarebbe se le leggi e i regolamenti non si contraddicessero fra loro o non fossero assurdi o dannosi.
Se, invece, impedissero ad alcuni di accumulare ricchezze e redditi fuori misura, mentre i poveri diventano più poveri, facendo crescere la disuguaglianza e creando le premesse per reazioni violente.
Se ci fossero meno persone che parlano di leggi e di regolamenti – che vogliono sempre più soldi, più oggetti e più servizi -, che parlano di quel che hanno mangiato o che vorrebbero mangiare – che non sanno parlare – che non vogliono imparare mai niente – che descrivono in modo violento le loro preferenze o le loro antipatie per oggetti o situazioni che sono tanto sicure di aver trovato tutte le risposte (ideologie, idee mistiche o regole di vita) da volerle imporre anche a te ed a tutti gli altri – che parlano con sicurezza e autorevolezza di cose che non sanno – che costruiscono oggetti brutti e dannosi: dalle strade alle città, dai vestiti agli strumenti più disparati – che non tentano nemmeno di migliorare il proprio gusto e i propri criteri.
Se ci fossero più persone che distinguono le cose grandi da quelle piccole – che ti dicono frasi che non hai già sentito troppe volte – che si comportano onestamente – che cercano di trovare cose nuove e di capirle -che sono spiritose ed apprezzano lo spirito degli altri – che si sforzano di non ripetersi – che lavorano bene e presto, tanto che il solo guardarli lavorare ti dà piacere – che imparano le arti e non si vergognano a proporti quel che sanno fare anche se non è del tutto originale – che non insistono a produrre opere d’arte innovative, ma orrende.

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