Spostare lo sguardo dal profitto allo sviluppo umano. Nelle imprese è possibile?

sviluppo-umanoAbbiamo posto tre domande al professor Marco Musella, Ordinario di Economia Politica e Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II Napoli, sul tema dello sviluppo umano in azienda. Il prof. Musella è autore del libro “Verso una teoria economica dello sviluppo umano” (edizioni Maggioli).


Adriano Olivetti, nella sua visione utopica della civiltà industriale, scriveva che “la religione del lavoro si sposa con il valore della persona umana, anzi si fa strumento per il suo completamento interiore…”. Secondo Lei, è possibile immaginare che la teoria dello sviluppo umano possa trovare applicazione concreta anche nelle realtà aziendali?

Si. La teoria dello sviluppo umano può trovare applicazione nelle realtà aziendali attraverso una attenzione diversa al lavoro come realtà che ha al tempo stesso le caratteristiche di fattore produttivo, ma anche di strumento di valorizzazione delle persone. Se l’azienda è attenta e capace di contemperare le sue esigenze produttive e quelle del lavoratore e del suo benessere essa diventa agente importantissimo di sviluppo umano. È chiaro che se l’impresa guarda esclusivamente al profitto non riesce neanche a comprendere il senso di un obiettivo di sviluppo umano, che non è contro il profitto, ma contro la sua assolutizzazione.

Nell’ambito delle imprese private quanto sono importanti i beni relazionali e, secondo Lei, è possibile una governance che ne tenga sempre più conto?

I beni relazionali, il consumo, per dirla con espressione da economista, di buone relazioni on the job è assai importante per il benessere del lavoratore. Soprattutto quando i salari hanno raggiunto livelli abbastanza soddisfacenti, i miglioramenti di benessere saranno legati molto a fattori non monetari come le buone relazioni.

Si può parlare di azienda democratica o (come spesso ci è stato risposto) si tratta di una pura utopia? E’ possibile, in altri termini, rendere compatibili efficienza e ricerca del profitto con equità, etica, responsabilità, partecipazione?

Sul tema dell’azienda democratica mi limito a dire che è possibile, ma imprese perfettamente democratiche non esistono. La premessa perché il discorso sull’impresa democratica possa iniziare è l’esistenza di condizioni che rendano possibile la partecipazione alle decisioni dei diversi stakeholder.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...