Uno sguardo al futuro: talento, abilità e conoscenze. Come cambiano

intergenerazionaleSegnaliamo alcune considerazioni particolarmente interessanti, estrapolate da un intervento di un esperto di innovazione, molto attento agli scenari futuri, Jim Carroll.

1. Il talento caratterizzerà sempre di più la differenza tra persone che riescono ad emergere e persone che non ce la fanno.

Le abilità richiederanno sempre maggiore specializzazione. La conoscenza crescerà in modo rapidissimo. Tenere dietro a questo trend sarà sempre meno facile. La tendenza sarà quella di creare per ogni tipo di professione e carriera delle nicchie ristrette di competenze, molto specializzate. La domanda per questo tipo di persone continuerà a crescere, a fronte di un’offerta tendenzialmente sempre più ridotta, il che farà lievitare il loro valore.

2. Le persone più specializzate saranno tendenzialmente anche le meno leali

Un sondaggio svolto in Irlanda ha rilevato che il 36% dei collaboratori con caratteristiche di alta qualità professionale, dopo il primo giorno di lavoro, era già alla ricerca di una nuova, migliore collocazione lavorativa. E il fatto non riguarda solo i giovani irlandesi. Un po’ in tutto il mondo si sta diffondendo questa filosofia.

3. L’errore più grave è pensare che le abilità di cui si dispone siano una risorsa duratura

Chi la pensa in questo modo e mostra scarso interesse nell’aggiornare, migliorare o modificare la propria professionalità rischia di restare al palo nella propria carriera (se non peggio) e diventa un peso per la stessa azienda, frenando qualsiasi evoluzione e cambiamento.

4. Le abilità e le specializzazioni, infatti, tendono a degradarsi e rinnovarsi rapidamente

D’altra parte, l’emivita della conoscenza specialistica in ambito lavorativo sta diminuendo a un ritmo vertiginoso. La maggior parte delle organizzazioni si rendono conto che alcune competenze sulle quali erano state costruite delle professioni che in passato parevano stabili diventano sempre meno importanti e tendono all’obsolescenza. Conseguentemente diminuisce il valore da attribuire ai collaboratori che le esercitano. Aziende e persone dovranno perciò adattarsi al fatto che le abilità possono essere modificate secondo le necessità del momento e abbandonate o trasformate, se obsolete.

5. Si svilupperanno sempre più abilità del tipo “usa e getta”

In certi settori, più di altri, le abilità richieste saranno del tipo “usa e getta”. Quindi, le imprese avranno sempre meno bisogno di collaboratori che abbiano tali caratteristiche ma mireranno piuttosto a entrare in possesso delle competenze giuste al momento giusto. La cosa positiva è che le competenze, grazie alla globalizzazione, diventeranno più accessibili, indipendentemente da dove si trovano.

6. Le abilità che formano la cultura di un’azienda vanno attentamente preservate

Il pensionamento e il turnover possono far perdere a un’azienda informazioni e abilità preziose. Occorre tenere presente, infatti, che la conoscenza (cultura aziendale) è una risorsa potenziata dal cosiddetto ”capitale esperienziale” che si concretizza attraverso l’innovazione, il rischio, i fallimenti, i successi accumulati nel corso del tempo. Le organizzazioni sensibili e intelligenti riconoscono il pericolo che questo patrimonio possa incrinarsi e vi pongono rimedi per evitarlo e garantire che la conoscenza aziendale venga preservata, difesa e valorizzata.

7. Le abilità saranno sempre più intergenerazionali

Le aziende oggi possono accedere alle competenze necessarie da tutte le generazioni. Dai più giovani, che hanno una maggiore abilità sugli aspetti tecnologici, ai più anziani, perché l’apprendimento dura tutta la vita. Le aziende attente non disconoscono nemmeno questo cambiamento che si sta profilando all’orizzonte e si preparano adeguatamente per affrontare le sfide del futuro con maggiore possibilità di successo.

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