Esame di coscienza del leader. Farlo può fare bene

Lo spunto di oggi nasce da un articolo di Jesse Sostrin, autore del libro “The Manager’s Dilemma”, consulente e coaching. La domanda che gli viene posta più frequentemente è “Qual è la sua idea di leadership?”.

Naturalmente, dice Sostrin, bisognerebbe prima indagare il motivo di tale richiesta che può sembrare semplicistica e anche un po’ banale. C’è chi la fa per capire cosa c’è alla base delle motivazioni di chi opera ad alto livello nel mondo degli affari. Altri credono che sia possibile avere una risposta esaustiva in poche parole per scoprire chissà quali segreti. Altri pensano che in tal modo possono capire se esiste e come è fatta una buona leadership. Altri, e sono quelli che meritano una risposta, sono quelli che si chiedono se essi nella loro veste di leader si stanno comportando bene o no.

Ovviamente, Sostrin non ha una risposta netta e univoca. Esistono vari tipi di leadership dall’autocratica alla partecipativa ma fissarsi su un modello unico sarebbe errato perché quello che conta è la capacità di personalizzare, di adattarsi alle diverse circostanze, tanto è vero che egli parla di “leadership situazionale”, un mix di comportamenti che nasce da esperienze, adattamenti, errori, riflessioni continue. E naturalmente ogni leader ha la sua formula giusta.

Quindi, è assurdo parlare della leadership perfetta, basata su una miscela appropriata di teorie accademiche più o meno valide. La leadership è in diretta relazione alla singola esperienza che il leader è venuto maturando nel corso della sua attività e rispecchia i suoi ideali, il suo modo di vedere l’azienda ma anche il mondo e la vita.

A questo proposito mi piace citare una frase pronunciata da Michelle Obama alla Convention del 2012: “Essere leader non cambia quello che sei realmente ma lo rivela”.

Comunque, un consiglio Sostrin lo dà. Il vero leader è sempre autentico cioè cerca di essere sempre coerente tra quello che pensa (i suoi valori) e quello che fa. Questo consente alle persone che lo seguono (collaboratori, clienti, ecc.) di avere fiducia in lui, di capire il senso alle sue scelte, di seguirlo soprattutto nei momenti più difficili.

Volete sapere qual è la vostra filosofia di leadership? Cominciate a chiarire prima di tutto a voi stessi quali sono i valori nei quali credete, le priorità, i problemi più importanti, le preoccupazioni più serie che vi coinvolgono direttamente, annotandoli in una decina di frasi sintetiche. Poi, dopo averle lasciate “depositare” qualche tempo, tornate a esaminarle, riflettendo ancora e modificandole, qualora vi accorgiate che non si tratta dei vostri principi ma di aspettative o esigenze che altri vi attribuiscono.

Quando siete certi che questi principi rispecchiano realmente i vostri valori sottoponeteli a una serie di domande.

  • Quali sono i tre valori nella mia lista non negoziabili?
  • Quali valori è necessario che vengano assolutamente percepiti dai miei collaboratori?
  • Riesco a farlo facilmente o qualcosa mi ostacola? E, se è così, di cosa si tratta?
  • Se tra i miei valori e le azioni che compio non c’è coerenza, perché succede?
  • Quali azioni posso intraprendere per colmare tali lacune?

Rispondete e giudicatevi. L’esercizio potrebbe esservi molto utile.

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