I leader psicopatici più numerosi in tempo di crisi

La complessa situazione economica, secondo il prof. Paul Babiak, psicologo industriale e autore del volume “Snakes in Suits: When Psychopaths Go to Work” (Vipere in giacca e cravatta), favorisce nelle aziende l’ascesa al potere di persone di dubbia serietà, se non dei veri e propri psicopatici.

Lo ha ricordato nell’ambito di un incontro con i rappresentanti della Fondazione Aftermath*, tornando a descrivere, con poche ma azzeccate pennellate, il tipico comportamento di questi personaggi: “si vestono come la maggior parte degli uomini d’affari, sobriamente eleganti, sono affascinanti, persuasivi, carismatici, spesso divertenti con le loro battute estemporanee, e quasi tutti mostrano una forte capacità di leadership”.

Ma sotto la giacca a doppio petto si nasconde l’anima della vipera.

Sono, infatti, sempre secondo Babiak, personaggi incapaci di costruire un team valido, non hanno alcun rispetto per gli altri, mancano di integrità, sono esclusivamente interessati al proprio successo e non a quello dell’azienda, hanno un livello di moralità scarso, le loro decisioni non nascono da valutazioni serie ma sempre piuttosto approssimate e legate a valutazioni epidermiche e personali. Insomma chi ne rimane affascinato e li inserisce nella propria azienda rischia davvero di covare delle serpi in seno con conseguenze talora letali!

In questi momenti difficili, l’attività delle imprese richiede una risposta rapida ed efficace ai numerosi cambiamenti in atto e la necessità di ridimensionare e riorganizzare il lavoro, inserendo in organico e a livelli dirigenziali elementi in grado di prendere in mano la situazione con determinazione: questo è l’humus più favorevole all’inserimento di manager psicopatici che prosperano proprio in situazioni convulse e caotiche e sanno approfittarne per i loro obiettivi.

Le loro caratteristiche le conosciamo.

Oltretutto, si credono superiori agli altri (ma anche alle regole e alle leggi) e, spesso mentendo spudoratamente ma in modo credibile, sembrano i più adatti ad affrontare situazioni critiche.

Babiak ha maturato una esperienza ventennale e conosce bene, come si suol dire “i suoi polli”. Sa che hanno una grande capacità manipolatoria dalla loro e che è fin troppo facile confondere la loro prosopopea con fascino, carisma e personalità spiccata.

Come scoprire il loro gioco perverso?

Non è facile per nulla, ma Babiak dà qualche suggerimento che potrebbe comunque essere utile anche a chi si occupa di HR e ha il compito di assumere nuovi collaboratori.

Il colloquio di selezione in genere è il terreno preferito di questi personaggi. Sono sicuri di sé, seduttivi, sanno intuire quello che è più utile dire per apparire interessanti, partecipi, seri e motivati.

Anche nella fase di valutazione, lo psicopatico sarà capace di dimostrare una duttilità straordinaria, saprà intessere una rete di conoscenze e influenze attraverso un rapporto face to face con ogni collega. Lo farà a suo modo, utilizzando menzogne e manipolando le persone soprattutto per scoprire quale sia il loro lato debole. In questa fase, sarà in grado di individuare vittime (che non hanno potere o hanno un potere limitato) e persone influenti (che detengono il potere) e scoprire limiti ed eventuali falle nella struttura organizzativa.

L’abilità nel creare conflitti

In seguito, il manager psicopatico inizierà la propria attività manipolatoria: creerà conflitti ad hoc tra i colleghi, quelli che ha individuato come vittime, anche avvalendosi di attività di disinformazione. Nel frattempo, lavorerà su quelli più influenti per costruire un rapporto più solido che gli garantisca protezione e difesa per eventuali reazioni da parte delle vittime.

A questo punto, le vittime vengono abbandonate al loro destino perché non più utili e quelli che ancora reagiscono vengono facilmente “neutralizzati”. Ma lo psicopatico ormai è in piena evoluzione e anche la persona influente di cui si è fino a quel momento servita, d’ora in avanti, rischia di diventare vittima essa stessa perché gli obiettivi dello psicopatico sono posti ancora più in alto.

Una nota per chi vuole saperne di più. *L’Aftermath Surviving Psychopathy Foundation è un’organizzazione no-profit, composta da ricercatori in psicopatologia, professionisti della salute mentale, vittime e familiari di coloro che soffrono di psicopatologia. Il loro scopo è quello di fornire informazioni e supporto a coloro la cui vita, salute e /o carriera sono stati messi a rischio o negativamente influenzati dalla psicopatia.

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