L’olocrazia: un sistema dinamico di circoli

Chiariamo meglio quello che abbiamo accennato nel precedente articolo sull’olocrazia.

In concreto, le persone fanno parte di gruppi volontari, denominati circle, che hanno l’obiettivo di analizzare nuove idee e progetti. In questi circle le persone che decidono volontariamente di parteciparvi sono tutte allo stesso livello: non c’è un capo ma la valutazione emerge dallo stesso gruppo. Insomma, è come se ogni circle fosse una piccola start up che in prospettiva deve crescere di dimensioni.

Naturalmente, senza capi, la gestione è demandata a strumenti tecnologici in grado di definire i meeting, le decisioni da prendere,c il lavoro da formalizzare, tenendone traccia e consentendo in qualsiasi momento di avere una chiara visione di insieme. Esistono dei coordinatori che razionalizzano il lavoro dei meeting (lead links) e tengono sotto controllo le regole con cui il lavoro viene svolto, i tempi e le risorse economiche necessarie.

In altri termini, è stato sostituito il modello piramidale classico con una organizzazione di gruppi autonomi che vuole offrire alle persone maggiore libertà di decisione, di autonomia di iniziativa personale ma anche, di conseguenza, di responsabilità.

Niente curriculum e dopo il periodo di prova Zappo’s offre dei soldi per spingere il collaboratore a licenziarsi. Assurdo? Non tanto!

Una particolarità davvero interessante è l’idea che il curriculum vitae non serve a nulla (o comunque a poco) per lavorare in Zappos. Occorre entrare nello spirito social dell’impresa, saper dialogare, interagire, dare e accogliere consigli, offrire soluzioni, pronti ad accettare quelle degli altri.

Poi, il colpo di scena. Dopo qualche mese di prova. Si è chiamati a un colloquio al termine del quale l’azienda offre una certa cifra (quasi un intero stipendio) per invitare la persona ad andarsene.

Chi accetta, naturalmente mostra che non ha colto il vero spirito dell’azienda e non è interessato a continuare l’avventura. Meglio non costringerlo, quindi. Sugli altri, che rifiutano, è possibile costruire il futuro.

Questo perché l’azienda, giustamente, teme di inserire nella propria organizzazione elementi che non siano perfettamente adeguati al sistema. Ne andrebbe del clima e della qualità del lavoro dei circle.

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