Educazione e coscienza responsabile: non obbedire a tutto ciò che viene richiesto

Fai il bravo bambino, obbedisci!” Si comincia a obbedire in famiglia ai genitori, si prosegue con la scuola, poi, per chi ci va, sotto le armi, poi al datore di lavoro o al proprio superiore e in genere si continua a obbedire di fronte all’autorità. Insomma, una vita sempre in conformità alle regole. Obbedire sembra il modo, l’unico, per assicurare alla società un’esistenza pacifica, ordinata, senza traumi. E chi obbedisce viene in genere premiato.

Ma la disobbedienza, anche se viene sempre esecrata e repressa, è invece un meccanismo indispensabile per la vita. Ormai siamo sicuri che anche la vita biologica sul nostro pianeta è nata da una eccezione alla regola, da una diversità dallo status quo. Molte scoperte importanti sono state realizzate disobbedendo alle regole, per caso o per errore, spesso secondo il principio dell’eterogenesi dei fini.

E’ necessario che la società per proteggere la struttura stessa che la costituisce debba porre dei limiti alla libertà d’azione, prescrivendo obblighi nell’interesse di tutti. Ma una società davvero libera e democratica (per quanto possa significare questo termine) deve poter accogliere gesti di ribellione nei confronti dell’autorità, deve accettare che l’indignazione per le cose che non funzionano non sia solo una reazione epidermica, temporanea, fine a se stessa, ma diventi una capacità di superare qualsiasi sottomissione e un mezzo per favorire il miglioramento della società.

Dal libro “L’Obsoleto. Don Milani dopo Don Milani” di Paolo Perticari, edizioni Mimesis: “Il priore sottolinea l’importanza di promuovere un’educazione fondata sulla costruzione di una coscienza responsabile. Il cittadino deve sentirsi responsabile di tutte le sue azioni, “I care” – il suo motto – è la responsabilità per l’obbedienza che si sta praticando perché non diventi inerzia.
L’obbedienza è uno dei temi fondamentali delle sue opere, è la sua devota obbedienza alla religione cristiana e alla legge a portarlo a chiedere di non obbedire a tutto ciò che viene chiesto.

È l’obbedienza alla verità che appella ad una disobbedienza ed esorta tutti, specialmente i ragazzi, a rivendicare il diritto della coscienza morale, rifiutando le bugie e restaurando la responsabilità personale. Imprime il senso delle regole, delle leggi e di ragionare con la propria testa.

L’obiettivo era quello di arrivare ad una democrazia vera e partecipativa, far educazione con Don Milani significa rendere obsoleto il presente.”

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