Il sogno di chi frequenta convegni dove la gente “si parla addosso”

Come avrete visto, ogni tanto, ci piace pescare nei romanzi, che leggiamo (soprattutto gialli e noir), qualche accenno ai problemi che trattiamo nel nostro blog. Oggi, vi consiglio il romanzo di Antonio Manzini “La giostra dei criceti” che vi terrà incollati alle pagine fino alla fine con una trama non certo banale e scene drammatiche, forti, ben descritte attraverso una prosa rapida, nervosa, diretta.

Da questo bel “giallo italiano”, non privo di spunti ironici, grotteschi, satirici, ho estrapolato un pezzo davvero divertente che, come segnalo nel titolo, è il desiderio di tutti coloro che frequentano convegni, spesso noiosi, ripetitivi, fatti per solleticare l’ego dei vari relatori.

A un certo punto della conferenza che Manzini ci descrive, sale sul palco un vecchio che ha in mano una serie di foglietti con l’evidente intento di leggerli tutti. Già ci si aspetta di doversi sorbire l’ennesimo intervento con l’effetto “ammaina palpebre” e, invece accade una cosa straordinaria.

Riportiamo le frasi salienti:

… Invece a voi, a questa platea sfatta di noia, volevo dire altro. A me rimane poco da vivere e mi sono reso conto che ci hanno preso in giro. A tutti”.
La sala fu percorsa da una scossa rivitalizzante. Tutti guardavano il vecchio.
“Nel nome del profitto, ci hanno spolpato. Nel nome del profitto si sono commesse le più nefande atrocità. Se una cosa porta profitto viene presa in considerazione. Altrimenti no. E questa la chiamate democrazia? Un paese dove un medico al quale ci rivolgiamo spaventati, pregandolo in ginocchio di salvare la vita ai nostri cari, o un insegnante che educa i nostri figli guadagnano un millesimo rispetto a un sarto che veste una banda di anoressiche, non è un paese democratico!
Un ricercatore in Italia, che perde la sua vita per rintracciare un virus o una cura per l’umanità, guadagna la metà di una hostess il cui unico compito è portarci il caffè o il succo di frutta. Perché? Per il profitto!
E non si spende più una parola sulla dignità umana, sui valori. I valori fanno una democrazia, non i profitti! Non bisogna guardare il profitto. Guardatevi, anzi guardiamoci. Ci hanno massificato. Omogeneizzato.
Omogeneizzare gli esseri umani è orrendo. E questo paese, nel nome di una falsa democrazia e del profitto, ci ha omogeneizzati tutti. E al minimo comun denominatore. Al minimo, giù in basso. Non siamo tutti uguali…

E così finisce il delirio (ma è poi delirio?) del vecchio:

Questa è pornografia, è orrendo, è mostruoso. Avete creato un mostro e non lo sapete, non lo volete e non lo potete gestire. Be’, la mia opinione dopo sessant’anni di studi, dottorati, ricerche nelle tredici più grandi università del mondo, è una sola ed è molto semplice: andatevela tutti a prendere nel c…!

Vi immaginate un relatore, un luminare che riesca a fare un discorso del genere? A parte i novanta minuti di applausi “fantozziani” che si meriterebbe? Ma si tratta di un romanzo. Non abbiate paura. La realtà è diversa…

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