La leadership di servizio: dalla solitudine all’idea della condivisione

Un okapi

L’okapi è un animale solitario, che rischia l’estinzione. Prendere ad esempio questo simbolo potrebbe sembrare un po’ controproducente, ma Denis Delespaul, autore di un saggio che si intitola proprio “L’eleganza dell’okapi”, Presidente di BNP Paribas Leasing Solutions Italia e di Chambre Francaise de Commerce et d’Industrie en Italie, come manager riconosce di essere molto spesso preda della solitudine e del dubbio tra il dover prendere decisioni difficili, con il timore che ogni scelta compiuta possa essere giudicata e valutata, e il bisogno di condividerle con i propri collaboratori.

La leadership di servizio, secondo Delespaul, è la capacità di ascolto dei propri collaboratori, che se svolta in modo attento e rispettoso, aiuta a condividere temi di interesse comune per favorire uno scambio di esperienze e di relazioni, sia in ambito lavorativo che privato, in grado di migliorare la capacità di ognuno di aprire la propria mente, senza tenere conto dei ruoli che occupa ma con il fine di ottenere un miglioramento della qualità del lavoro e, soprattutto, del clima in cui questo si svolge.

Ma chi è realmente Denis Delespaul? Lui si definisce un “imprenditore delegato”, ha una personalità fuori dagli schemi, appassionato di jazz e di musica classica, ama la filosofia, da Nietzsche, Spinoza, Marco Aurelio, e non nasconde la sua passione per gli studi umanistici. Nelle cose che fa ama metterci ironia, creatività, umorismo. E’ convinto che i manager siano chiamati ad affrontare un momento molto difficile e un futuro incerto, tra esigenze etiche e attenzione all’evoluzione tecnologica. Crede che siamo di fronte a un New Deal del Management e che cambiare non sarà facile ma è indispensabile.

Ne cita alcuni punti strategici che ruotano attorno alla motivazione dei collaboratori. Li riportiamo sinteticamente.

  1. Cambiare la cultura di un’azienda non è possibile. Si può farla evolvere, però, tenendo conto del DNA che la caratterizza. E’ comunque un lavoro che richiede tempo. Anni, probabilmente. Ma va compiuto.
  2. Ogni impresa deve affrontare questo cambiamento utilizzando un proprio specifico percorso. Modelli adatti a tutte le imprese e a tutte le stagioni non sono proponibili.
  3. Il cambiamento deve coinvolgere tutti gli stakeholder dell’azienda: a partire dai collaboratori, dai clienti, dai fornitori, e naturalmente dai top manager che, anche se sembra ovvio, non sempre lo condividono in pieno.
  4. L’azienda deve trovare una strategia globale nell’operazione di cambiamento che sia coerente. Ogni aspetto va curato in modo che sia percepito da tutti con immediatezza curando ogni piccolo dettaglio dell’operazione. In questo senso, un aiuto importante possono fornirlo le nuove tecnologie che aiutano la trasformazione senza però dimenticare l’importanza delle relazioni umane che vi sono sottese.
  5. Perché un cambiamento abbia successo occorre che sia chiara a tutti la vision aziendale, cioè il progetto, le finalità che ci si pone di raggiungere. Non idee fumose o principi troppo complessi ma un’idea trainante, che stimoli, che coinvolga, facilmente comprensibile nella sua semplicità e traducibile in comportamenti adeguati. Delespaul la definisce un’ancora. Compatta, solida, ma semplice nella sua funzione, eppure fondamentale per tenere ben saldo quel complesso piroscafo che è il mondo aziendale.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...