L’invidia sociale: sentimento da combattere ma senza perdere di vista il senso di giustizia

Siamo davvero un popolo di invidiosi? Siamo davvero incapaci di giudizi obiettivi e pronti a criticare chi riesce ad emergere, anche ricorrendo a critiche o accuse spesso pretestuose? Sembrerebbe proprio così perché ce lo dicono anche recenti statistiche.

L’Italia – afferma il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Faraè rallentata da una diffusa e radicata sindrome del Palio di Siena la cui regola principale è quella di impedire all’avversario di vincere, prima ancora di impegnarsi a vincere in prima persona. L’invidia e la gelosia, se volte in positivo, diventano propellente indispensabile alla crescita e allo sviluppo. Di fatto, nel nostro paese ciò non accade. Invidia e gelosia si traducono in rancore e denigrazione.

Odiamo e denigriamo il nostro vicino più bravo e, invece di impegnarci per raggiungere risultati migliori e superarlo in creatività, efficienza e capacità, spendiamo le nostre migliori energie per combatterlo, per mortificarne i successi, per ostacolarne o addirittura bloccarne il cammino. Insomma un vero e proprio «spreco di potenza», una filosofia del contro invece che del per.”

Ci piace ora citare alcuni stralci di un articolo del 2010 di Oddone Camerana pubblicato dall’Osservatore Romano, intitolato “Il lato oscuro del desiderio di giustizia” che analizza questo problema, recensendo il libro di Helmut Schoeck, “L’invidia e la società”, ristampato nel 2009.

A suo parere (di Schoeck), infatti, a partire dal tardo Settecento, per tacitare il risentimento crescente a causa delle ingiustizie sociali, alcune filosofie occidentali decisero di affidare a degli imbonitori la determinazione delle norme in grado di regolare la convivenza: i cosiddetti imbonitori dell’eguaglianza, responsabili di un progetto nel quale vennero coinvolte anche persone di animo nobile, fiduciose nel messaggio della bontà dell’uomo, ma altrettanto incapaci di sopportare lo scontento altrui e perciò a caccia di alibi consolatori”.

La mancanza di una prospettiva grazie alla quale, per essere dominata, l’invidia andava arginata invece che sfruttata e manipolata col miraggio dell’eguaglianza, com’era successo col marxismo e il socialismo integralista, è la carenza sulla quale la riflessione di Schoeck torna più volte.

Non è un caso che almeno nella lingua francese il termine envie serve a indicare sia il desiderio che l’invidia.

Stando così le cose, il problema del governo dell’invidia diventa un problema molto pratico. Come arginarla dal momento che è costitutiva? La risposta è: trattando e scendendo a patti con essa. Dice un adagio nordamericano usato nel mondo del business dove i rapporti con gli avversari sono la norma: If you can’t beat them, join them (se non puoi vincerli, alleati con loro).

Considerata l’ineluttabilità della rivalità imitativa e dell’invidia è inutile contrastarle. Meglio è o aggirarle con le leggi e la ragione o scegliere un altro modello da copiare.”

Ciò detto, “il sospetto che la nobile aspirazione umana all’eguaglianza abbia le sue radici nell’ignobile sentimento dell’invidia” non dovrebbe più sorgere o scandalizzare il lettore. La soluzione del problema dell’invidia non è, infatti, nell’eguaglianza, bensì nel dominio dell’invidia stessa trasformata in apposite istituzioni.”

Ci sembra chiaro il concetto espresso: la nobile aspirazione umana all’eguaglianza non ha le sue radici nell’ignobile sentimento dell’invidia. Se non la pensiamo così, allora dobbiamo proprio dare ragione a Hobbes. E questo non ci piacerebbe per nulla!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...