Prendere decisioni giuste con fair play

Nelle organizzazioni tutto ruota attorno alle decisioni che vengono prese dai vertici delle aziende. Si tratta spesso di decisioni rischiose, di solito adottate avendo a disposizione informazioni incomplete, oppure oggi, al contrario, trovandosi di fronte a un sovraccarico eccessivo di informazioni, e troppo spesso disponendo di un tempo molto più ridotto di quanto sarebbe necessario.

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Teorizzare il fair play tra i leader aziendali si può!

La traduzione letterale del termine fair play è giocare in modo corretto. Nell’uso comune sta a significare un comportamento equilibrato, rispettoso delle regole, leale, morale. Anche se talora avere fair play viene semplicisticamente rubricato come un aspetto del carattere di una persona o un comportamento esteriore, in realtà esso è anzitutto un modo di pensare e di vivere le relazioni con gli altri.

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La curiosità nei leader: una dote “necessaria”

Richard E. Boyatzis, professore di Comportamento Organizzativo e Psicologia alla Case Western Reserve University di Cleveland

Nella nostra lingua il termine “curiosità” ha un significato ambiguo. Talora, anche piuttosto negativo. La persona curiosa è un “ficcanaso”, uno che non si fa mai gli affari suoi, che spettegola e non possiede la dote della discrezione. Ricordiamo la definizione latina: “libido sciendi non necessaria”.1 Oltretutto, con la parola “curioso” si etichetta anche un comportamento eccessivamente originale e bizzarro di chi è solito infrangere le regole e le consuetudini della vita di ogni giorno.

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