Sei leader? Fai il test per sapere quanto sei curioso

Nel precedente articolo abbiamo parlato della curiosità e della sua utilità anche per i leader. Per vedere se siete dotati di questa caratteristica, vi invitiamo a rispondere ad alcune domande– è quasi banale sottolinearlo – con la massima attenzione e sincerità.

1. Qual è la differenza che ti caratterizza rispetto ad altri manager? Perché i tuoi collaboratori dovrebbero essere guidati proprio da te?

a. Vi sono almeno tre buone ragioni (elencale)
b. La mia presenza è importante anche se non sempre indispensabile.
c. Perché sono il loro capo

2. Negli ultimi tempi pensi di essere cresciuto come persona e come leader? Abbandona atteggiamenti troppo indulgenti nei tuoi confronti e rispondi con sincerità.

a. Mi tengo informato e credo nel principio della “formazione continua”
b. Vorrei tenermi aggiornato ma spesso sono troppo coinvolto dal lavoro di routine
c. In fondo, non c’è niente di nuovo sotto il sole. La formazione è tempo sprecato

3. Sei disponibile a scambiare idee con i tuoi collaboratori, a discutere apertamente con loro o il tuo “ego” qualche volta te lo impedisce?

a. Approfitto di ogni occasione per parlare con tutti i miei collaboratori
b. Mi limito a parlare con i miei collaboratori più vicini
c. Ritengo sia giusto che qualsiasi scambio di idee avvenga nella sede appropriata (riunioni) e secondo le prassi stabilite.

4. Quanti nuovi collaboratori con vero talento sei riuscito a inserire nel tuo team negli ultimi tempi?

a. Diversi. Ognuno con caratteristiche e doti particolari.
b. Pochi e, in certi casi, elementi non eccelsi.
c. Nessuno. Oggi, non è facile trovare collaboratori adatti.

Risposte:

Le risposte (a) valgono 25 punti, le (b) 15, le (c) 5. Un buon Q.C. (Quoziente Curiosità) si situa attorno ai 90 punti. Al di sotto dei 60 forse occorre darsi una “mossa”!

Chiarimenti sulle risposte:

Domanda 1 . Presenza del leader

Se il fatto che tu ci sia o non ci sia modifica di poco la qualità del lavoro che produce il tuo team, evidentemente qualcosa non va. Se la tua presenza è poco significativa e non produce quegli input efficaci e sostanziali che dovrebbero caratterizzare un’azienda orientata al cambiamento e al miglioramento, allora, è più che probabile che la spinta propulsiva che proviene dalla tua curiosità stia scarseggiando o manchi del tutto.

Domanda 2. Leader e formazione

Un leader che non cresce, che non si informa, non si tiene aggiornato, non segue corsi, non è attento alle novità, non investe parte del suo tempo nella formazione non può pretendere che lo facciano i suoi collaboratori e, quindi, in breve rischia di trovarsi con un’organizzazione che, a sua volta, cresce poco. In questo quadro, il suo destino è quello di rimanere al palo, di perdere colpi rispetto a chi, invece, sceglie la strada della “formazione permanente”, quella autentica che fiorisce sulla spinta di interessi e curiosità reali.

Domanda 3. Leader e comunicazione

Se la risposta è negativa, difficilmente potrai avere contributi da coloro che ti sono vicini. D’altra parte, esercitare così il proprio potere è davvero controproducente. E’ come comportarsi da dittatore che teme le idee che arrivano dagli altri e tende a soffocarle. Al contrario, il leader orientato al cambiamento e all’innovazione incoraggia i suoi a sfidarlo, a sollecitare domande, ad avanzare proposte, sempre disponibile a valutarle e apprezzarle, anche perché alla base del suo atteggiamento c’è una sincera e spontanea curiosità nei confronti degli altri. In altri termini, conta poco stabilire chi ha ragione o meno ma se le idee possano davvero cambiare le cose in meglio, da qualsiasi parte provengano.

Domanda 4 . Leader e organizzazione

Se i nuovi collaboratori sono pochi o, peggio, non ce ne sono (a meno di particolari condizioni di mercato) è segno che il tuo “quoziente di curiosità” è piuttosto modesto. Il leader che è sensibile alle nuove idee, infatti, è in grado di creare un clima culturale attorno a lui che incoraggia i contributi originali da qualunque parte essi provengano. E questo clima costituisce un polo di attrazione formidabile per i giovani più talentuosi che possono esprimersi liberamente senza temere di veder soffocate o disprezzate le proprie proposte.

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