Il re è nudo. Apparire vulnerabili favorisce la fiducia nei leader

Le ricerche sulle caratteristiche della leadership sono numerose e spesso prendono vie tortuose, cercando di indagare anche i momenti meno positivi della vita di un manager per trarne degli insegnamenti. Ne è una prova una ricerca condotta dai professori Peter Fuda e Richard Bahdman dell’Australian Macquarie Graduate School of Management.

La ricerca ha riguardato sette CEO, tutti brillanti esponenti nell’ambito dei settori economici in cui operano, ma che si sono trovati a un certo punto della propria esperienza manageriale di fronte a situazioni delicate e a crisi nelle quali venivano seriamente messi in discussione e con loro l’intera azienda che dirigevano.

Quale è stata la soluzione per superare questa difficile situazione? Molto semplice, anche se per nulla facile, considerando che si trattava di esporsi pubblicamente, di mettersi a nudo. “Il re è nudo” si diceva in una famosa favola. Ma la cosa che scatenava l’ilarità dei sudditi in quella circostanza e metteva pesantemente in ridicolo l’autorità regale era il fatto che il sovrano non se ne rendesse conto e continuasse a incedere con superbia e sguardo altero senza veli addosso.

Nel caso dei nostri manager, invece, la mossa vincente è stata proprio quella di mostrarsi vulnerabili, cioè riconoscere davanti a tutti quei difetti che venivano loro attribuiti, impegnandosi contemporaneamente a evitarli in futuro. In tutti i casi studiati, questo comportamento è stato decisamente apprezzato, tanto che i manager hanno ricevuto un enorme sostegno da parte del personale e l’azienda ha potuto trarne grandi benefici, ottenendo in breve eccellenti performances.

Morale della favola. Che non è una favola. La dimostrazione della propria vulnerabilità non è affatto un segno di debolezza. Ma una dimostrazione di autenticità, di serietà. Sappiamo che queste doti aiutano a costruire la fiducia, che è particolarmente importante in questi periodi nei quali, per vari motivi, sembra che scarseggi ovunque.

Autenticità significa essere aperti e onesti riguardo alle proprie convinzioni e valori ma anche capaci di riconoscere in certi casi i propri limiti e gli eventuali errori commessi. I leader sbagliano. E’ umano. Ma riconoscere l’errore, mostrare anche le proprie emozioni negative, non nascondersi dietro la facciata di una finta superiorità è estremamente importante. Non si può essere autentici senza essere disposti ad apparire in certi casi vulnerabili.

I leader vulnerabili sono più aperti ed emotivamente disponibili, favoriscono un rapporto più forte con i propri collaboratori e alla fine il loro comportamento serve a migliorare la qualità delle prestazioni di tutta l’azienda.

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