Sei un leader “parabrezza” o un leader “specchietto retrovisore”?

Ogni tanto mi imbatto in qualche articolo – su riviste americane, che trattano di leadership in un modo po’ fantasioso, ma interessante – che attraverso metafore piuttosto concrete, anche se azzardate, mette in evidenza certi limiti di comportamento da parte di chi è alla guida di aziende.

Mi scuserà l’autore dell’articolo se, questa volta, non lo cito (perché non ricordo il nome) e vado a braccio nella ricostruzione del suo contributo. L’autore parte dall’idea che esistono due tipi di leader, che paragona a due autisti. Il primo guarda spesso lo specchietto retrovisore, l’altro guarda sempre avanti attraverso il parabrezza.

Il primo è un tipo reattivo che si rende conto degli errori quando ormai sono stati commessi e interviene con decisione e con rimproveri sui responsabili, cercando di correggere il loro comportamento, attraverso interventi disciplinari specifici ed eventuali azioni formative.

Insomma, chi guida l’auto aziendale in questo modo aspetta che i problemi si verifichino prima di affrontarli e rimediare. E’ un comportamento “ex post” che in genere crea un clima di tensione che non facilita il lavoro perché i collaboratori stanno sempre sul “chi va là”, in attesa che prima o poi arrivi l’intervento del capo, guardandosi bene dal segnalare eventuali anomalie perché non farebbero che anticipare una prevedibile reazione negativa fine a se stessa.

Chi invece guida guardando la strada davanti a sé, senza troppo preoccuparsi dello specchietto retrovisore, mostra una mentalità opposta. Osserva con attenzione i vari ostacoli o i pericoli che potrebbero trovarsi sulla sua strada, li previene e, naturalmente, cerca di evitarli per quanto possibile.

Questo tipo di leader ha le idee chiare, sa dove vuole arrivare, sa anche che dovrà affrontare degli imprevisti, ma cerca di prevenirli, facendosi aiutare dai propri collaboratori che devono dare sempre il massimo ma che non devono nascondere, se esistono, problemi o malfunzionamenti.

Insomma, si tratta di un leader proattivo, che spinge anche chi lavora con lui a non guardare indietro ma avanti; è sempre perfettamente connesso con i collaboratori e li fa sentire tutti partecipi di un’idea comune ispirata a ottenere i risultati attesi, dando concretezza a una visione condivisa che sappia utilizzare al meglio le singole competenze e professionalità.

E di fronte agli errori? Se, nonostante tutto, gli errori si verificano lo stesso, il leader proattivo prende immediatamente le necessarie contromisure che non devono tanto concretizzarsi in azioni disciplinari retroattive, ma in azioni correttive chiare e coerenti, proiettate verso il futuro, in modo che l’errore, una volta superato, costituisca un’esperienza di crescita per la persona e per l’organizzazione intera.

Questo è anche il motivo per cui nelle auto gli specchietti retrovisori sono di dimensioni molto ridotte, mentre il parabrezza è decisamente più ampio.

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