Il pensiero creativo in tre step

E’ uscito un interessante libro di Anthony Brandt e David Eagleman intitolato “The Runaway Species” (in Italia in corso di traduzione per Codice Edizioni) che cerca di spiegare quali siano le origini del pensiero creativo, facendole risalire a comportamenti mentali primigeni.

Secondo gli autori si tratterebbe di semplici attività materiali che l’uomo nella sua evoluzione ha poi trasformato in attività mentali vere e proprie. Esse sono tre, e cioè:

piegare
rompere
mescolare

Nel nostro cervello queste attività sarebbero deputate ad un gruppo specifico di neuroni, chiamati “neuroni della percezione”. Tutti ne disponiamo, ma non tutti siamo creativi perché chi è dotato di questa caratteristica possiede in più i “neuroni dell’azione”, cioè è in grado di trasformare l’idea in realtà.

E chi sono queste persone? Soprattutto coloro che sono più flessibili, che mal sopportano la routine, che sono attirati da cose, concetti, persone nuove, che non si accontentano del quotidiano tran tran, che amano esplorare, provare, tentare, che sono capaci di rischiare…

Bisognerebbe stimolare queste caratteristiche fin da giovani, sviluppare il gusto della ricerca, della curiosità innata nei più piccoli. Purtroppo, però, dobbiamo riconoscere che la scuola, così come è strutturata, di solito non incoraggia atteggiamenti del genere, preferisce avere giovani diligenti piuttosto che creativi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...