Un buon leader pone la missione al di sopra di se stesso

Durante la seconda guerra mondiale, al generale George Marshall, vincitore del premio Nobel per la pace, autore del Piano per la ripresa europea che porta il suo nome, era stato offerto il comando delle truppe durante il D-Day.

Egli, seppure lusingato dalla proposta, disse al presidente Roosevelt: “La decisione è sua, signor presidente; i miei desideri non hanno nulla a che vedere con questa faccenda”. Come si sa, per l’operazione bellica venne scelto il generale Eisenhower perché Roosevelt preferiva avere Marshall con sé a Washington.

3. Il leader pone la missione al di sopra di se stesso

La fama di Marshall come generale naturalmente venne ridimensionata da questa decisione, ma la sua reputazione di leader venne consolidata per sempre. E la prova che quella di Marshall fu la scelta giusta, oltre che disinteressata, arrivò dopo, quando gli fu chiesto di scrivere l’ordine del giorno che annunciava Eisenhower alla leadership alleata: Marshall lo fece subito e ne mandò una copia allo stesso Eisenhower insieme a una nota in cui gli faceva i complimenti.

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