SWOT analisi applicata alla formazione e altri modelli

Tutti conoscono la SWOT Analysis come strumento strategico che aiuta a identificare i punti di forza e quelli di debolezza in molteplici situazioni e a ogni livello, nell’ambito aziendale, nelle strategie di business, nel marketing, ma anche nelle attività dei singoli collaboratori, come punto di partenza per raccolta di informazioni, discussioni, approfondimenti e sostegno a eventuali pianificazioni aziendali o personali.

E’ di immediata comprensione ma spesso rischia di essere banalizzata, perdendo così la sua efficacia. Vorrei soffermarmi a illustrarla cercando di dare qualche consiglio sulla sua utilizzazione in particolare nella attività di formazione.

La matrice SWOT è rappresentata come un quadrato diviso in quattro quadranti, ognuno dei quali individua un elemento del problema che stiamo affrontando da diversi punti di vista: forza, debolezza, opportunità e minacce.

Infografica: © CapoVerso (Non ripubblicare senza permesso)

Il significato dei quattro quadranti

Per capire bene il funzionamento dello SWOT, occorre anzitutto intendere la funzione dei vari quadranti. I due in alto a destra e a sinistra riguardano la sfera individuale sia interna che esterna.

Vale a dire, l’ambito psicologico e intenzionale, l’aspetto della soggettività, delle percezioni e sensazioni, delle emozioni, dei pensieri, delle motivazioni, delle ispirazioni e delle intuizioni che testimoniano la capacità di essere presenti e connessi anzitutto con se stessi. E la dimensione visibile e oggettiva della realtà che si esprime a livello di comportamento, nell’azione, tenendo conto che esso può essere intenzionale o no, consapevole o meno.

I due quadranti in basso a destra e a sinistra riguardano invece la sfera collettiva, sia la dimensione intersoggettiva, relazionale, culturale, sistemica che si manifesta con la relazione tra il proprio sé e gli altri. Sia quella collettiva esterna che include la struttura visibile del sistema in cui si opera, l’aspetto organizzativo, gerarchico, con le sue regole, i suoi steccati e i suoi limiti.

Farsi domande e rispondere sinceramente

Per procedere correttamente occorre cominciare a riempire ogni quadrante della matrice rispondendo a una serie di domande, concentrandosi sui problemi più rilevanti che riguardano la propria attività di formazione.

Naturalmente, è opportuno partire dai punti di forza. In questo quadrante si dovrà riflettere sulle proprie caratteristiche personali e sul proprio stile di apprendimento.

Facciamo qualche esempio:

  • Cosa faccio bene?
  • Quali sono le abilità che posso con sincerità riconoscermi?
  • Quali conoscenze specialistiche caratterizzano la mia attuale professionalità?
  • Quali esperienze ho maturato che possano contribuire a consolidare le mie skills?

Per il secondo quadrante, che riguarda i punti di debolezza, occorre riflettere sempre con molta autocritica, sulle proprie caratteristiche personali e su quei “difetti” che potrebbero danneggiare la propria attività formativa.

Esempi di domande:

  • In quale aree devo migliorare (scarsa esperienza, studi pregressi insufficienti, ecc.)?
  • Quali sono le risorse che ancora mi mancano e che potrebbero tornarmi utili?
  • Quali aspetti della mia personalità mi impediscono di raggiungere gli obiettivi formativi (bassa autostima, timidezza, emotività, intolleranza, scarse capacità relazionali, incapacità di programmazione, ecc.)?

Nel quadrante delle opportunità, bisogna soffermarsi sulle condizioni esterne che possono aiutare il raggiungimento del nostro obiettivo.

  • In che ambito posso meglio esprimere le mie potenzialità (professionali e personali)?
  • In che modo posso avvalermi dell’aiuto dei colleghi per migliorare la mia formazione?
  • Come posso utilizzare più efficacemente la tecnologia a disposizione per rafforzare le conoscenze?

E, infine, è necessario tenere conto delle condizioni esterne che potrebbero invece creare difficoltà nella propria azione formativa.

  • Quali sono gli ostacoli esterni che attualmente rendono difficile il mio apprendimento?

Il quadrante dei tipi di apprendimento

La formazione, come ogni attività aziendale, può essere ulteriormente schematizzata in un altro quadrante simile allo SWOT che evidenzia in modo più diretto le caratteristiche di apprendimento necessarie e le suddivide tra condizioni personali (che riguardano esclusivamente noi stessi) e condizioni esterne (che riguardano gli altri, l’ambiente, ecc.).

Infografica: © CapoVerso (Non ripubblicare senza permesso)

Chiariamo meglio i concetti

Apprendimento individuale concentrato: studiare per conto proprio, in modo isolato e personale su strumenti predisposti e forniti dai docenti, ecc.

Apprendimento individuale creativo: apprendere attraverso ricerche autonome, utilizzando i vari social media, cogliendo spunti e stimoli diversi.

Entrambi i tipi di apprendimento presuppongono un processo di self learning, che deve essere in grado di unire le varie proposte messe in atto dall’azienda con le competenze richieste per ogni posizione, rendendo il collaboratore responsabile e consapevole del percorso necessario ad acquisire le competenze critiche del suo ruolo, passando nell’attività di formazione da un approccio “push” a quello “pull”.

Apprendimento collettivo concentrato: impegnarsi in un meeting su un tema ben delineato e stabilito dal gruppo, isolando gli specifici ambiti di ricerca.

Apprendimento collettivo creativo: collaborare in workshop all’interno di un gruppo, anche attraverso gamification o strumenti in grado di sviluppare idee, proposte in piena libertà d’azione. In questo ambiente, però, deve prevalere una costante attività di benchmarking, cioè una condivisione delle conoscenze e una comprensione delle potenziali metodiche virtuose che dovessero emergere, per ottenere una fusione di saperi a fronte di una parallela evoluzione dei ruoli.

Una volta raccolti i dati scaturiti dall’analisi SWOT occorre creare un piano che possa migliorare i nostri punti di forza, ridurre le debolezze emerse, fissare degli obiettivi per ciascuna delle opportunità suggeriteci dalle varie matrici.

Anche qui, occorre lavorare con metodo, fissado obiettivi SMART (cioè specifici, misurabili, raggiungibili, rilevanti e ben definiti temporalmente). Su questo tema potremmo soffermarci più avanti.

In questo modo, utilizzare strategicamente la SWOT Analysis potrà davvero costituire un elemento di sicuro indirizzo per migliorare le proprie prestazioni a livello formativo.

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