I bias comportamentali: 1. Minimizzare le perdite

Acquisti un biglietto a prezzo salato per una rappresentazione teatrale molto pubblicizzata ma lo spettacolo non ti soddisfa. Esci non appena te ne rendi conto o resti lì fino all’ultimo, sperando magari che la qualità di ciò che ti viene proposto migliori?

E’ assai probabile che tu resti lì fino alla fine anche se ti annoi e cerchi invano di nascondere i tuoi sbadigli.

Perché ti comporti in questo modo, tutto sommato controproducente, visto che ti costringi a buttare letteralmente via il tuo tempo, che in ogni caso è prezioso, per qualcosa che non ti offre nulla?

Nulla di strano. Il tuo comportamento risponde semplicemente a una antica legge di natura che nel corso dell’esistenza dell’umanità è stata molto utile come strumento di difesa: la tendenza a salvaguardare quello che si è conquistato o ci è costato dei sacrifici, a sfruttarlo al massimo, anche se non produce più alcun effetto positivo. In altri termini, minimizzare le perdite piuttosto che valorizzare le opportunità. Si preferisce il noto all’ignoto, la sicurezza al rischio.

Molto più concretamente, resti incollato alla poltrona del teatro perché ti dispiace ammettere di aver buttato via i soldi per il prezzo del biglietto.

Ma se anziché di uno spettacolo teatrale si parla di un investimento finanziario, le cose sono ben più preoccupanti ma il tuo atteggiamento, paradossalmente, non cambia. Speri che l’investimento, nonostante tutti i segnali negativi, possa migliorare, che la perdita subita possa rientrare. E la tentazione è quella di non uscire dall’investimento, restarci magari fino all’ultimo, constatando poi, drammaticamente, che hai perduto tutto.

E se lo spettacolo ti soddisfa? Tutto bene, te ne vai dalla sala contento. Hai visto lo spettacolo fino in fondo, l’hai apprezzato, hai accumulato un’esperienza positiva, che probabilmente ti dovrebbe avere arricchito interiormente, anche se non sempre è così. Dipende, infatti, dal modo in cui hai affrontato lo spettacolo a cui hai assistito. Se lo hai fatto con l’unico scopo di “consumare” quella esperienza, come dice lo stesso verbo, addosso ti rimarrà ben poco. L’avrai “bruciato” quasi completamente nel momento stesso in cui ti è passato davanti agli occhi.

Ogni esperienza, anche quella più banale, come può essere aver assistito a uno spettacolo teatrale, per tornarci realmente utile nel nostro cammino di “uomini e donne” che vogliono crescere e migliorare, deve essere vissuta il più possibile in modo consapevole. Se abbiamo assunto un atteggiamento passivo nel viverla, ricaveremo tutt’al più sensazioni epidermiche, vaghi ricordi, emozioni molto deteriorabili nel tempo e, in genere, poco utili.

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