La carriera delle donne frenata dagli stereotipi

Non sono così infrequenti i casi di donne che pur dimostrando grandi qualità professionali, di fronte alla possibilità di fare carriera e di andare ad occupare posizioni di maggiore responsabilità in azienda – con relativo status più elevato e maggiori guadagni – siano portate a dubitare di se stesse, e addirittura a fare un passo indietro, rinunciando all’opportunità che viene loro offerta.

Perché lo fanno? Molte si autoconvincono che il nuovo lavoro potrebbe maggiormente condizionare la loro vita, diminuire drasticamente il tempo da riservare alla propria famiglia, ai propri figli, costringendole probabilmente ad occuparsi di aspetti più amministrativi e meno creativi, quindi meno graditi e soddisfacenti, modificando, o stravolgendo, anche alcuni aspetti peculiari della loro personalità.

In altri termini, in certi momenti cruciali della carriera, le donne possono provare un senso di minaccia nel conformarsi a certi stereotipi femminili negativi che vanno per la maggiore e che descrivono le donne-manager come persone fredde, determinate, calcolatrici, orientate solo al lavoro. Spesso con difetti anche peggiori dei loro colleghi uomini per poter competere con loro ad armi pari.

Liberarsi dagli stereotipi e ricostruire il lavoro adattandolo alle proprie caratteristiche

Le donne alle quali vengono offerte opportunità di crescita professionale, devono soprattutto avere consapevolezza delle proprie capacità ed essere pronte ad assumersi le proprie responsabilità, evitando di cadere in comportamenti stereotipati, che rispecchiano modi di gestione del potere “collaudati” ma contrari alla loro autentica natura e disponibilità.

Di qui, la necessità di reinventarsi il lavoro a propria immagine, sfruttando l’opportunità di una promozione come strumento per ampliare la propria identità di donna, in coerenza con le più profonde aspirazioni e in linea con i più autentici progetti di vita nei quali credono.

E, lo sappiamo bene, le donne hanno grandi capacità, e anche dal loro ingresso a livello manageriale ci si deve aspettare che si consolidi un nuovo modello di leadership, più aperto, sensibile, più disponibile al cambiamento.

Qualche esempio: la promozione in posizioni di vertice potrebbe consentire alla donna di contribuire a plasmare la direzione futura dell’azienda per allinearla alle sue priorità e ai suoi valori, sviluppare le capacità creative e di sensibilità di cui è naturalmente dotata, favorire opportunità di crescita per le nuove generazioni.

In altre parole, le donne non devono adeguarsi in modo pedissequo e conformista al ruolo che viene loro affidato ma devono avere il coraggio di reinventarselo, cercandone il senso reale che, come dimostrato in più di una occasione, è il modo più efficace per favorire le motivazioni adeguate, creare “engagement” e, di conseguenza, migliorare le proprie prestazioni.

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