Freni alla carriera delle donne. Lasciare la “caverna” della minorità

La carriera per una donna – come per un uomo, d’altronde – non piove mai dall’alto. La proposta di assumere incarichi di maggiore responsabilità non arriva mai del tutto inaspettata. Oltre alla dimostrazione di capacità professionali, deve essere maturata nella persona alla quale viene proposta, la condizione psicologica per aspirare a una certa autonomia, devono essersi concretizzate le spinte verso l’uscita da una situazione di minorità, il desiderio di crescita, di affermazione personale.

In altri termini, occorre che esistano ragioni interne sufficientemente stimolanti che indicano la necessità di iniziare un processo di emancipazione. Anche se queste ragioni, molto spesso, possono non manifestarsi in modo chiaro ma rimanere sotto traccia, restare latenti.

Capita però che donne capaci e in grado di aspirare a una crescita professionale stentino a costruirsi al loro interno un progetto valido di emancipazione. Quali i principali vincoli a questa crescita?

Cruciale è il ruolo svolto dal gruppo di lavoro al quale la persona appartiene. Il gruppo nel quale una donna opera funge da riferimento e da pressione allo stesso tempo e, per così dire, la intrappola in atteggiamenti conformistici o abitudini consolidate, perpetuando in lei l’assuefazione ad essere guidata da altri, cosa che non favorisce la creazione di una mentalità emergente.

E’ quindi difficile immaginare un’uscita dalla minorità senza una guida, senza qualcuno che sappia farle compiere quel “salto di qualità” che il più delle volte è soltanto formale, in quanto le avvisaglie di una capacità di gestione autonoma dei propri compiti si sono già ampiamente manifestate.

E’ qui che la leadership deve intervenire con decisa convinzione, influenzando la persona nella scelta, rendendola consapevole delle proprie possibilità, anche se ancora non sono chiare nemmeno a lei.

La “caverna” della minorità – come sostiene Ugo Morelli – del resto dà sicurezza e garanzia; la caverna infatti è nota; l’ignoto fa paura. La paura aumenta la propensione ad evitare il rischio. Non è detto che la conoscenza delle proprie possibilità sia sufficiente all’emancipazione. La leadership si trova a misurarsi spesso con la disposizione della persona a non credere abbastanza a se stessa. Per questo, occorre che lungo tutto il percorso non venga mai meno il sostegno e l’indirizzo del leader, finché la persona non possa rendersi davvero indipendente e proseguire il cammino intrapreso sulle proprie gambe.

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