La creatività nasce da un team che sa stare al “gioco”

In azienda, si parla sempre più spesso di creatività e di creativi. Mai come in questi tempi sembra indispensabile poter fare affidamento su collaboratori che portino in azienda idee nuove, che sappiano proporre soluzioni anche fuori dagli schemi. E questo succede quasi in ogni settore delle attività umane anche in quelle per così dire più conservatrici, ad esempio la politica.

Come si fa a promuovere la creatività in azienda? Non basta chiudere in una stanza un po’ di collaboratori tra i più brillanti, magari presi a caso, chiedendo loro di stressarsi in un brainstorming ad alta tensione per generare l’idea del secolo.

Occorrono altri presupposti perché la creatività è il risultato di decisioni che scaturiscono da confronti di pensieri innovativi spesso contrapposti, di ispirazioni provenienti da ottiche diverse, da modi di pensare ai problemi e alle loro soluzioni slegati da consuetudini o posizioni preconcette. In altri termini, la creatività nasce dai contrasti. Con il senso comune, con le abitudini, con le consuetudini, con i rituali, con tutto quell’armamentario che di solito serve a mantenere lo status quo.

Per fare in modo che si crei un ambiente di questo tipo, chi partecipa a questi incontri deve far parte di un team, che ha dimenticato fuori dalla porta quello che un tempo si chiamava “argomentum ad hominem”, cioè sappia contestare anche duramente solo e soltanto le idee che vengono messe sul tappeto e non le persone che le propongono, le quali perciò devono sentirsi sicure di “spararla grossa”, pronte a contrapporsi alle idee dell’altro, col gusto, anche un po’ sadico ma onesto, di cogliere il punto debole di una certa affermazione, senza che la fiducia, il rispetto, la stima verso la persona, diminuisca di un grammo.

Non facile, direte. E’ vero. Occorre che nel team scorra anche un certo (cameratesco) spirito di amicizia e, soprattutto, che ognuno partecipi a questa azione con il gusto per il gioco, per la sfida. Senza altri fini. Risentimenti personali, invidie, ecc. sono esiziali per il successo di uno staff che voglia realizzare una riunione creativa che dia esiti positivi.

Al contrario, senza questi presupposti la riunione potrebbe avere drammatiche conseguenze. Sarebbe come innescare una bomba che può esplodere da un momento all’altro. Molti di noi le hanno vissute sulla propria pelle riunioni di questo tipo, degenerate dopo un avvio che sembrava scoppiettante. E se a queste persone dovessimo chiedere di riprovarci, la risposta senza dubbio sarebbe negativa. Anche se si tratta di persone creative e piene di spirito innovativo.

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