Malaleadership: Lezioni di egocinismo. Scoprite di chi si tratta!

Dal lavoro di uno studioso inglese stralciamo alcune affermazioni che riguardano un personaggio conosciuto. Non ne faremo il nome. Se qualcuno di voi lo indovina, può scrivere la risposta direttamente nei commenti. E riceverà in omaggio un ebook.

Se un capo può essere giudicato dalla scelta dei suoi subordinati, allora X fa una figura piuttosto meschina. Disprezzava i suoi collaboratori… (Tra di essi, raramente) se ne trovava qualcuno discretamente capace, ma i più erano incompetenti, e qualcuno in altri Paesi sarebbe stato in prigione…

X ammetteva che nella scelta (dei suoi collaboratori) poteva benissimo accadergli di preferire un imbecille a una persona di merito, e magari anche di scegliere un autentico mascalzone. Con una canaglia si sapeva con sicurezza con chi si aveva a che fare, e non si dovevano temere gli inganni dell’ipocrisia.

X era talmente certo delle proprie capacità, così ansioso di apparire superiore, e a tal punto persuaso della stupidità e della disonestà degli altri, che sceglieva preferibilmente lo sciocco e il mediocre, col risultato di circondarsi di sicofanti, simulatori e arrivisti.

C’era chi diceva che aveva un vero talento per mettere l’uomo sbagliato al posto sbagliato, e per accantonare chiunque fosse onesto o gli dicesse la verità. Amava avere intorno cortigiani che ridevano ai suoi mediocri tentativi di fare dell’umorismo.

Detestava invece gli uomini di carattere e di cultura che avessero abbastanza coraggio da dissentire da lui. …Quando qualcuno denunciava la disonestà (dei suoi collaboratori) preferiva ignorare l’accusa se appena ciò era possibile, perché non poteva permettere che (la gente) sapesse che egli aveva fatto una cattiva scelta.

Con la sua visione della natura umana, presupponeva che ognuno avesse il suo prezzo, anche se in pubblico, ostentava la pretesa che (i suoi collaboratori fossero gente onesta).

Un’altra sua idiosincrasia era il piacere che provava nel fomentare dispute tra (i suoi alti dirigenti), quasi che il suo compito fosse quello di dividere anziché di coordinare. Godeva che uno sparlasse dell’altro, ed informava regolarmente ognuno sui pettegolezzi malevoli che circolavano sul suo conto, così da acerbare tensioni e gelosie”.

E penso che basti così. Di chi si tratta? Nei difetti esposti avete forse riconosciuto qualcuno che ha lavorato con voi? Spero ardentemente di no, anche se non sarebbe così strano…

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