Uguaglianza e leader, secondo Alain Badiou. Il leader naturale è chi sa convincere grazie a un’idea forte

Alain Badiou

Alain Badiou, filosofo, scrittore, professore all’Ėcole Normale Supérieure di Parigi, è convinto che sia necessaria la soppressione delle gerarchie sul lavoro. In altri termini, va ripensato il lavoro per poter abolire l’ordine dominante che ha distribuito e gerarchizzato le funzioni lavorative.

Il suo pensiero, che indubbiamente va analizzato con spirito critico, parte da un principio basilare che cioè non si deve confondere il concetto di uguaglianza con quello di identità. Si tende spesso a ritenere che possano essere considerati uguali unicamente coloro che sono identici, ma questo è un pensiero falso dell’uguaglianza. In realtà, la questione dell’alterità è interna alla questione dell’uguaglianza, dal momento che l’uguaglianza è autentica solamente nella differenza. Più precisamente, essa consiste nel trattare in maniera uguale posizioni soggettive del tutto differenti le une dalle altre, che si tratti di uomini e donne, ricchi e poveri, capi d’azienda e impiegati e così via.

D’altra parte, non è difficile ritenersi uguali a coloro che sono già identici a noi, è difficile invece considerare uguale chi non lo è. Questa è la vera questione dell’uguaglianza. Non c’è contraddizione fra la questione dell’altro e quella dell’uguaglianza: la vera uguaglianza si gioca proprio nella differenza.

Se partiamo da questo principio come è possibile prendere delle decisioni? A chi spetterà farlo, se siamo tutti uguali? Bisogna anzitutto fare in modo che vi sia una discussione aperta che consenta anche posizioni divergenti. Bisogna dare spazio alle persone in disaccordo, perché se non lo si fa si distrugge il processo dialettico, eliminando semplicemente l’opposizione invece di trovare argomenti convincenti.

La soppressione dell’altro finisce per diventare la soppressione della nostra stessa capacità inventiva e dialettica. Un’idea forte è un mezzo a nostra disposizione per convincere chi non la pensa come noi. Un processo democratico autentico non elimina il disaccordo, al contrario apre il campo alla discussione fra il vero e il falso. Al termine di un tale dibattito, alcune figure di spicco emergeranno grazie al riconoscimento della loro capacità di persuadere le persone con argomentazioni autentiche.

Ma il problema è proprio la discussione tra il vero e il falso. Badiou sostiene che è possibile distinguere le politiche, le scelte senza verità, che sono puri conflitti di interesse e di potere, dalle politiche e dalle scelte vere , che cercano di costruire quel che può essere una società realmente giusta.

Queste affermazioni, anche se piuttosto utopiche, meritano qualche riflessione. A tal riguardo può essere utile leggere il libro: Alain Badiou, L’essere e l’evento, MIMESIS, pagg. 614, € 34.

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