Le e-mail sgarbate fanno male: siate gentili quando le scrivete!

Certe volte pensiamo che le mail negative, scortesi o, peggio, insolenti possono avere meno effetto sul destinatario di una sfuriata vis a vis. E, invece, è vero il contrario: Scripta manent, dicevano i Latini, e anche se il supporto su cui queste parole vengono veicolate è virtuale, il loro peso specifico resta piuttosto elevato e provoca reazioni davvero inaspettate.

Ce lo confermano due ricercatori dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign e della Università Johannes Gutemberg di Mainz, in Germania che hanno svolto un’indagine di tipo psicologico su diverse persone, collaboratori che lavorano in azienda, che avevano ricevuto e letto e-mail negative o con contenuti scortesi.

Molti di loro hanno reagito dandosi malati il giorno dopo. E, una volta a casa, si sono mostrati scortesi con i famigliari o con il proprio partner. Una spiegazione di questo comportamento ce la fornisce YoungAh Park, docente di relazioni professionali all’Università dell’Illinois, il quale sostiene che si tratta di una reazione tipica.

La e-mail negativa, infatti, produce stress, in quanto i collaboratori sono portati a “ruminare” (cioè pensare e ripensare all’episodio negativo di cui sono state vittime, spesso senza alcuna relazione diretta con la realtà, considerata anche l’origine virtuale), e, sappiamo bene che quando si è sotto stress si tende a evitare il lavoro per conservare la propria energia e le proprie risorse, dal momento che in queste circostanze prevale nelle persone il principio di autoconservazione.

In realtà, l’irritazione trapela quasi sempre dal messaggio scritto, e quelle parole sembrano più dure, più dirette e più pesanti, perché manca la dimensione umana del contatto diretto (o della voce, se si parla al telefono). Inoltre, non tutti sono in grado di mettere per iscritto i loro pensieri in modo da riflettere perfettamente ciò che intendono dire. E’ un modo certo per peggiorare le cose”. Il testo è ripreso dal bel libro “Self Management” di Astrid Vermeer e Ben Wenting, edizioni Guerini next, pag.123.

Quindi, siate gentili, sempre, anche quando scrivete delle e-mail. I ricercatori suggeriscono un galateo, un codice di condotta, con un insieme di norme da seguire e da rispettare nella scrittura delle lettere, soprattutto quando l’e-mail è il principale mezzo di comunicazione. I collaboratori, destinatari di e-mail dovrebbero, invece, avere la possibilità di disconnettersi dal lavoro quando non sono in ufficio. Ma di questo tema abbiamo già parlato in un precedente articolo.

Segnaliamo anche un altro libro in qualche modo legato a questo tema: “Superare la depressione: Un programma di terapia cognitivo-comportamentale” di Daniela Leveni, Erickson Editore.

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