Otto Scharmer: trasformare la società con la Teoria U

Il 19 giugno scorso, si è svolto a Milano un convegno con la partecipazione di Otto Scharmer, professore del MIT di Boston, uno dei più innovativi studiosi internazionali di change management. La finalità di questo incontro era illustrare la sua Teoria U, una metodologia sviluppata in oltre venti anni di studi e già utilizzata con successo da numerosi leader di aziende e dalle organizzazioni di diversi settori economici, in tutto il mondo, per affrontare i grandi cambiamenti del futuro.

Dopo il successo del suo primo libro, scritto con Katrin Kaufer, “Leadership in un futuro che emerge”, ha pubblicato recentemente “Teoria U. I fondamentali”, un testo più divulgativo, con l’intento di fornire gli strumenti di base per una possibile trasformazione del capitalismo e dello stesso sistema democratico in cui operiamo.

La Teoria U di Scharmer, infatti, auspica il passaggio da un vecchio “ego-sistema”, incentrato esclusivamente sul benessere egoistico, a un “eco-sistema”, in grado di occuparsi del benessere di tutti. E questa trasformazione per lo studioso americano, di origine tedesca, non può che svilupparsi attraverso una nuova consapevolezza che, partendo dall’individuo (mindfullness), si estenda ai gruppi, alle aziende, alle forze sistemiche della politica e dell’economia. Come è facile comprendere, quello delineato è uno scenario di grande respiro. Per ragioni di spazio, mi soffermerò qui solo su alcuni aspetti che riguardano in particolare il tema della leadership.

La leadership oggi e quella del futuro

Secondo Scharmer, oggi viviamo un vuoto di leadership caratterizzato dal fatto che stiamo creando risultati che nessuno vuole e che tutto sommato non ci soddisfano, in un sistema contraddistinto da disconnessioni tra economia finanziaria ed economia reale, crescita infinita e risorse finite, divario sempre crescente tra ricchi e poveri, ecc. L’idea, allora, è quella di cambiare rotta, di affrontare ciò che lui chiama il punto cieco della leadership, cioè la sorgente, la condizione interiore del nostro operare.

Anziché reagire attaccando i modelli del passato, che alla fine significa perpetuarli, è necessario sospendere il nostro giudizio, lasciare andare il passato, e affacciarsi al futuro che vuole emergere attraverso di noi, dandogli la possibilità di farlo. E’ come compiere un viaggio al nostro interno, individuato da un percorso a forma di “U” (vedasi infografica), che prevede una discesa nel lato sinistro, possibile solo grazie all’apertura della mente, del cuore e della volontà, fino ad arrivare in basso, dove il raggio di osservazione deve consentire di vedere non solo il sistema che sta fuori di noi ma anche noi stessi al suo interno e risalire poi sul lato destro della “U” per portare il nuovo nella realtà.

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