Come cambia la leadership: il self-management

Stiamo assistendo a un profondo cambiamento del concetto di leadership in relazione all’evoluzione lenta ma graduale delle organizzazioni. Si tratta di un processo che è ancora all’inizio ma che comincia a trovare applicazioni pratiche, al di là delle semplici ipotesi teoriche.

Uno dei movimenti più significativi a questo livello è quello delle cosiddette aziende teal, che prende ispirazione dal libro di Frederich Laloux, “Reinventare le organizzazioni” che si fonda su alcuni principi di base quali un particolare focus e cura per l’aspetto sociale dell’impresa e una maggiore attenzione alle caratteristiche particolari dei collaboratori, ai quali si riconoscono grande fiducia e libertà di intraprendere, con un sistema basato su relazioni di pari livello, senza necessità di gerarchia e di consenso.

Autogestione: evitare equivoci

L’idea portante è che l’autogestione di un’impresa non solo sia possibile ma anche auspicabile. Prima di affrontare il tema da vicino, occorre sgombrare il campo da alcuni concetti legati a questo termine che possono fuorviare il discorso. Il modello dell’autogestione, inteso in modo tradizionale, sarebbe incompatibile con la società capitalistica che presuppone la proprietà privata dei mezzi di produzione e comporta di per sé esigenze di controllo e subordinazione.

Qui, il concetto di proprietà privata però non entra in discussione, e viene invece privilegiato un modello organizzativo nuovo, che non è più quello gerarchico, con la differenziazione dei compiti e la specializzazione e la programmazione del lavoro per i dipendenti. Nell’organizzazione autogestita la programmazione del lavoro la si fa con i dipendenti e questa idea, che ha un valore culturale, viene spesso declinata con il nome più adeguato di self-management o autorganizzazione.

In un’organizzazione autogestita, i membri del team sono responsabili collettivamente dei risultati. Le decisioni del team si prendono consensualmente, in modo tale che ogni membro possa assumersi la responsabilità individuale degli accordi presi. Il self-management è una conseguenza logica di un modo diverso di concepire il lavoro e il ruolo ricoperto dai dipendenti a cui è affidato. Quindi, non è un fine ma un mezzo tramite il quale il contenuto del lavoro, il processo primario, assume un ruolo trainante all’interno dell’organizzazione

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