Riccardo Mazzeo: la tracotanza del potere (prima parte)

Zygmunt Bauman e Riccardo Mazzeo

Abbiamo rivolto alcune domande a Riccardo Mazzeo, filosofo e traduttore (oltreché amico) di grandi pensatori come Albert Bandura e Zygmunt Bauman, sul tema delle devianze nell’ambito delle imprese. Ci ha risposto in modo molto diretto e sincero, ampliando il discorso, come era naturale che fosse, alla situazione sociale e politica, anche attuale, senza nascondere perplessità, dubbi e critiche, anche severe. Lo ringraziamo per questo suo intervento.

La legge, le norme, l’equità valgono per gli altri non per il capo

La progressiva cancellazione del sentimento di autocensura sembra proporzionale alla posizione più elevata che si occupa in azienda. Più in alto si sale nella scala gerarchica più si smussano i sentimenti di colpevolezza fino a diventare mera routine, accettata e giustificata. Sembra che i comportamenti interiori mossi da agenti morali autonomi vengano sopraffatti e tacitati dalla realtà sociale nella quale sono immersi. Come è possibile?
Una risposta letteraria a questa domanda era stata data da Gabriel García Márquez in Cent’anni di solitudine: allorché il mitico, prode e giusto colonnello Aureliano Buendía conclude la sua diciassettesima rivoluzione, fa incarcerare il suo migliore amico che lo aveva accompagnato in queste imprese e lo fa condannare a morte. Senza alcun motivo plausibile.

“Disimpegno Morale” di Albert Bandura tradotto da Riccardo Mazzeo, edito da Erickson

L’amico invoca come ultimo desiderio un incontro con Aureliano e, quando se lo trova davanti, gli chiede: “Ma, allora, abbiamo combattuto solo per il potere?”. Aureliano ha un’illuminazione, lo fa liberare e parte con lui per nuove rivoluzioni.

Che cosa è successo? È cambiata la prospettiva: la molteplicità spinoziana che abita ciascuno di noi, in una situazione di ebbrezza onnipotente, ha indotto un uomo eroico e animato dalle migliori intenzioni a comportarsi in modo desensibilizzato, Bauman direbbe “adiaforizzato”: la realtà progettuale e lucida ha lasciato il posto a un ottundimento vanaglorioso. Fortunatamente Aureliano alle parole dell’amico ha un’Einfall, un insight, un’illuminazione, appunto, e la sua tracotanza viene riassorbita.

Una risposta filosofica ce l’ha fornita invece il nazista, intelligentissimo giurista Carl Smith: il potere ci offre la possibilità del “principio di eccezione”: la legge, le norme, l’equità valgono per gli altri ma non per il sovrano; chi detiene il dominio lo esprime essenzialmente sfilandosi dal sistema di regolazione del mondo, in una dimensione altra e scevra da qualunque obbligo.

La stragrande maggioranza delle persone si uniforma al potere

Se è vera tale affermazione, le aziende monolitiche e gerarchiche che controllano il sistema organizzativo in modo oppressivo generano più facilmente il disimpegno morale degli individui rispetto ad aziende pluraliste e aperte. Cosa ne pensa?
Bauman, che stimava sommamente Bandura e avrebbe scritto la prefazione all’edizione italiana della sua opera “Disimpegno morale” se non glielo avesse impedito una morte repentina, ne “Le sorgenti del male” ha spiegato quanto sia forte il condizionamento sociale a cui siamo sottoposti. Esiste una sorta di gaussiana (che abbiamo visto all’opera in modo macroscopico nel nazismo) per cui, in una situazione di profonda ingiustizia governata dall’alto, il 90% dei sudditi semplicemente si adegua. Poi, un 5% animato da istinti sadici se ne compiace ed esagera nei tormenti da infliggere, mentre il 5% residuo resiste all’ingiunzione a commettere abomini finanche a costo della propria vita. Ma la stragrande maggioranza si uniforma.


Riccardo Mazzeo è stato editor storico della Erickson. Filosofo e intellettuale lucido e acuto, è stato traduttore dal francese e dall’inglese di importanti pensatori, tra i quali Albert Bandura, di cui ha tradotto il famoso saggio  “Disimpegno morale” e, soprattutto, Zygmunt Bauman, di cui divenne  amico e che considera suo maestro e padre spirituale. Riccardo Mazzeo ha pubblicato come autore numerosi libri. Tra i più recenti, con Ágnes Heller, “Il vento e il vortice. Utopie, distopie, storia e limiti dell’immaginazione” (Erikson, 2015), e  con altri, tra cui Edgar Morin, “Parlare di ISIS ai bambini” (Erikson, 2016), “Il musulmano e l’agnostico: sguardi sul mondo contemporaneo” con Tariq Ramadan (Erikson, 2017) ed “Elogio della letteratura” con Zygmunt Bauman (Einaudi, 2017). Sta lavorando alla traduzione del libro di Gilles Lipovetsky ”Plaire et toucher. La société de séduction”, che uscirà in marzo per Raffaello Cortina.

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata tra una settimana.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...