Superare il neo liberismo. Qualcuno ci crede

Segnaliamo un nuovo libro edito da OpenDemocracy che si intitola “New Thinking for the British Economy“, che critica le idee e le scelte economiche che hanno caratterizzato il neo liberismo in Gran Bretagna e mette a nudo le debolezze di questa politica che ha provocato le conseguenze che conosciamo tutti: aumento della povertà, disuguaglianza, fragilità finanziaria, degrado ambientale; fenomeni presenti anche in altri Paesi europei.

Secondo il libro, l’economia politica occidentale sta attraversando un periodo di grandi sconvolgimenti. Il neo liberismo, e le idee ad esso connesse, starebbero rapidamente perdendo legittimità e anche la professione degli economisti ormai sarebbe decisamente entrata in crisi. Nelle scuole, gli studenti spingono per un insegnamento meno ortodosso e più pluralistico e anche economisti e commentatori – compresi quelli che operano in istituzioni tradizionali come il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – riconoscono che sia necessario intervenire con opportuni cambiamenti.

D’altra parte, i paradigmi economici non durano per sempre. Le evidenti carenze del nostro attuale sistema economico e la crescente mobilitazione politica per il cambiamento suggeriscono che potremmo essere in vista di un altro importante cambiamento nel pensiero e nella politica economica. In questo momento critico, cominciano a fare breccia le nuove idee sul tipo di società in cui vogliamo vivere e il futuro che vorremmo vedere trionfare.

Sta cominciando ad emergere un consenso sulle linee generali di una nuova economia politica, che incarni nelle sue strutture istituzionali fondamentali i principi base di democrazia, uguaglianza, sussidiarietà, resilienza e sostenibilità. Questa economia più democratica è inclusiva e partecipativa, presta attenzione alle questioni di scala e di decentramento ed è plurale e consente l’innovazione di nuove forme e approcci economici a diversi livelli.

Si tratta di pensare e costruire nuovi modelli democratici di proprietà e controllo delle risorse chiave, rivedendo l’intero processo decisionale in economia. Questa nuova economia dovrà anche essere radicalmente verde e sostenibile, riconoscendo i limiti imposti dall’ecologia.

Inoltre, questa trasformazione dovrà essere contemporaneamente caratterizzata da una politica e da un’ideologia che si appoggia su soluzioni pragmatiche, con un forte orientamento, non pregiudiziale, a soluzioni alternative.

Qui potete leggere l’articolo completo.

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