Valorizziamo i successi che otteniamo

E’ nota la definizione di Albert Einstein della follia: “Fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi“. Tuttavia, c’è un altro atteggiamento altrettanto irrazionale a cui non riserviamo la necessaria attenzione, cioè “Fare una cosa che ha avuto successo e non fermarsi a valutare quello che ha funzionato per poter ripetere l’esperienza”.

E questo capita sia agli individui che alle organizzazioni. Quando si ottengono risultati positivi o si realizzano cambiamenti favorevoli li diamo per scontati, come se fossero una cosa dovuta, che ci spetta, e ci sfuggono tutti quegli aspetti più o meno importanti che insieme hanno contribuito al loro raggiungimento.

In questi casi, prevale una sorta di meccanismo perverso che fonde due sentimenti tra loro contrastanti come la presunzione, dovuta a un misto di orgoglio, ambizione soddisfatta, che ci dà un senso di pienezza e soddisfazione, e la modestia, di chi non si vuole vantare dei propri meriti e preferisce sottrarsi alle lodi. Il combinato disposto di queste due reazioni porta a non valutare obiettivamente i nostri risultati, ridimensionandoli, svilendoli.

Per essere precisi, questo porta a diverse conseguenze:

  • Dare scarsa importanza al lavoro compiuto, anche se ha raggiunto i risultati attesi, o addirittura, li ha superati
  • Ridimensionare il nostro contributo (Chiunque lo avrebbe potuto fare)
  • Attribuire ad altri la sua buona riuscita (Se quella persona non mi avesse aiutato)
  • Ignorare il successo, imputandolo a cause esterne (Ho avuto solo fortuna) o circostanze particolari, ecc
  • Non rendersi conto e, quindi, dimenticarsi subito del risultato ottenuto

Ricordiamoci che la gente (e quindi anche noi) notiamo molto più facilmente quello che facciamo di sbagliato, piuttosto che lodare le cose che ci riescono bene. E questo non è positivo. Certo, è giusto riflettere se le cose vanno male e cercare di migliorarle. Ma se qualcosa funziona bene, perché non dedicarvi altrettanto tempo per capire il motivo per cui ha prodotto un risultato positivo?

Non si tratta, quindi, di autoincensarsi o inorgoglirsi esageratamente per il proprio successo. Si tratta semplicemente di esaminare con attenzione ma anche con il necessario distacco emotivo quello che è accaduto di positivo, cercando di cogliere gli elementi che hanno funzionato bene per poterli ripetere in futuro. Trarne esperienze, nello stesso modo in cui cerchiamo di trarle di fronte a situazioni negative.

E, perché no, se la cosa può essere utile, gratificarsi, concedendosi qualcosa che ci fa piacere per riconoscere e premiare, sempre con discrezione e moderazione, le nostre capacità.

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