Dirigenti narcisisti ovvero psicopatici di successo

Il narcisista ha una personalità molto spiccata. Si ritiene superiore, più bello, più intelligente di altri. E desidera che gli altri lo riconoscano in continuazione. In genere, culla fantasie di auto-esaltazione e desidera essere sempre ammirato. Non sopporta le critiche. Soprattutto se colpiscono nel segno. Nei casi più gravi, è una persona invidiosa, che mostra scarsa empatia ed è pronta a sfruttare gli altri per perseguire i propri obiettivi o le proprie ambizioni, spesso, smisurate.

A prima vista, il narcisista può apparire una persona carismatica e affascinante, ma in realtà è molto egocentrico, insensibile e sospettoso. Se si sente criticato, offeso, o peggio ridicolizzato, ha reazioni imprevedibili e incontrollabili. Sviluppa quella che gli studiosi chiamano “rabbia narcisistica”, che provoca meccanismi distruttivi per tutti i soggetti coinvolti, compreso lo stesso narcisista, con cupa sete di rivalsa e vendetta.

Uno studio compiuto da Board e Fritzon presso l’Università del Surrey in Inghilterra ha scoperto che il disturbo narcisistico di personalità, con tenenze istrioniche, o il disturbo anarchico di personalità sono molto più comuni nelle persone che occupano posizioni dirigenziali di alto livello nell’ambito delle imprese piuttosto che nei criminali malati mentali.

Questi tratti di personalità, quando diventano radicati e disadattivi, caratterizzano il comportamento delle persone in modi diversi. Chi ha disturbi della personalità di tipo narcisistico può apparire molto ambizioso, fiducioso, motivato e sicuro di se stesso tanto da sembrare in grado di sfruttare al meglio situazioni e persone che deve gestire.

Le persone che, al contrario, hanno un carattere istrionico mostrano eccellenti capacità di affascinare e manipolare le persone delle quali si circondano e risultano abili a costruire ed esercitare relazioni d’affari.

Board e Fritzon sono arrivati alla conclusione che esistono due tipi di psicopatici, quelli “di successo”, cioè manager e dirigenti di azienda, e quelli “senza successo” , cioè i criminali comuni. Due tipi di personalità ma con numerose caratteristiche in comune.

I primi, secondo il criminologo Robert D. Hare, sarebbero dei “predatori sociali che affascinano, manipolano e spietatamente si fanno strada nella vita”. E vi sarebbe anche una conferma neurologica a questa teoria, visto che diversi studi hanno suggerito che le basi neurali dell’empatia in questi soggetti mancherebbero o risulterebbero difettose.

In realtà, secondo altri studiosi, Mullins-Sweatt e colleghi, dell’Università dell’Oklahoma, una differenza sostanziale tra psicopatici di successo e senza successo, ci sarebbe e la si troverebbe in una maggiore attenzione dei primi a controllare i propri impulsi e a frenare le proprie tendenze distruttive rispetto ai secondi.

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