Cosimo Accoto. Big Data, AI e AR: dal machine learning al deep learning

Le nuove professionalità formate da Università e Aziende. Esclusiva intervista a Cosimo Accoto, filosofo e research affiliate al MIT di Boston (prima parte)

Quale correlazione c’è tra Big Data e AI? Come possono potenziarsi a vicenda? L’AR (realtà aumentata) come influirà in questo contesto?

Con l’arrivo del deep learning nella sua forma contemporanea, il legame tra dati e algoritmi diventa cruciale. Abbiamo conosciuto una fase di data revolution popolarizzata col concetto di big data. Ora stiamo entrano in una fase nuova in cui questi dati sono la fonte dell’apprendimento delle macchine sia nella forma del machine learning sia in quella del deep learning. Quest’ultimo impara dai dati attraverso le reti neurali artificiali. Ed è proprio molto recente il Turing Award (il Nobel per l’informatica) assegnato a tre esperti e ricercatori mondiali proprio di deep learning. Più dati si hanno più crescono le performance degli algoritmi di deep learning, ad esempio, nella diagnostica medica riuscendo a superare le capacità dei medici esperti oramai. La realtà aumentata verrà ulteriormente potenziata dalla capacità degli algoritmi di riconoscere oggetti, ambienti, situazioni su cui poter poi applicare un layer aumentato di informazione, come ad esempio, nella manutenzione predittiva o nel supporto alla catena di montaggio. Ad esempio, nell’assemblaggio di prodotti complessi (come i kilometri di cavi che corrono dentro la scocca di un aereo). Indossando speciali occhiali trasparenti che visualizzano l’aereo, si viene infatti guidati a collocare i giusti fili nei corretti posti grazie al riconoscimento artificiale dei manufatti eseguito attraverso intelligenza artificiale e la realtà aumentata.

Che abilità occorrono per analizzare i dati in modo efficace? Esiste la possibilità di costruire una professionalità in questo ambito attraverso attività di formazione mirate?

Indubbiamente, oggi più che qualche anno fa, c’è la possibilità di costruire una professionalità mirata all’analisi dei dati anche in forme nuove. Ci sono sempre più corsi universitari, lezioni sulle piattaforme online che attingono alle migliori università al mondo, training intensivi sia di tipo tecnico che anche più manageriali. Oltre ai libri e alla possibilità di esercitarsi con workshop pratici. Ci sono piattaforme e marketplace di esperti in cui si possono trovare lezioni fatte da professionisti e non solo professori perché in molti casi si tratta di applicare tecniche quantitative a campi nuovi. Ad esempio, in verticale come IOT analytics, è possibile formarsi guidati da manager e professionisti che stanno effettivamente lavorando per produrre valore dall’analisi dei dati dell’internet delle cose. Altra tendenza mi sembra di percepire è quella di aziende, in particolare quelle fortemente digitali e native sui data business, che costruiscono internamente delle Academy per formare le proprie persone su questi temi. Se non si trovano abbastanza esperti sfornati dalle università o dai programmi post-universitari, ci pensano direttamente le aziende con corsi e pratiche interne. Oltre a curare anche la data literacy della propria intera popolazione di employee e non solo dei professionisti in azienda dedicati alla business intelligence (con data camp periodici per stimolare tutti ad acquisire una mentalità data-driven, come si dice).

Chi è Cosimo Accoto?
Filosofo di formazione e research affiliate al MIT di Boston, Accoto esplora gli orizzonti culturali e speculativi delle tecnologie emergenti tra software theory, data science, artificial intelligence, platform design e blockchain technology. Il suo percorso professionale e manageriale è maturato nell’industria della misurazione e dei dati e nella consulenza strategica di management per l’innovazione.

È attualmente impegnato nella scrittura di un nuovo saggio: “Il mondo ex machina. Cinque brevi lezioni di filosofia dell’automazione” (Egea, 2019). Scrive sulle riviste Economia & Management della SDA Bocconi, Harvard Business Review Italia e Nova24 Il Sole24Ore. Il suo ultimo libro si intitola: “Il mondo dato. Cinque brevi lezioni di filosofia digitale” (Egea, 2017; edizione inglese curata e tradotta da Derrick de Kerckhove per Bocconi University Press, 2018).

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