Lo smartphone e il suo utilizzo compulsivo

Sto partecipando a un convegno, seduto in seconda fila. E seguo con attenzione il relatore perché l’argomento è interessante. Purtroppo, però, anch’io vengo distratto, seppure non lo voglia. Infatti, la mia attenzione viene attirata da una ragazza che seduta accanto a me ripete gli stessi gesti, in modo compulsivo, più volte.

Estrae dalla borsa il suo smartphone e controlla se ha ricevuto dei messaggi. Allora, visto che ormai ho perso la concentrazione, mi metto a cronometrare mentalmente quanto questo succeda ogni minuto. Ebbene, il risultato è impressionante: in media tre volte. In alcuni casi, dà un’occhiata rapida e lo chiude subito. In altri, si sofferma di più, forse perché il messaggio è più lungo o contiene immagini o video. In altri ancora, chatta velocemente (da notare che in qualche caso sulla sua bocca affiora un risolino compiaciuto: forse chi le ha inviato un messaggio ha fatto una battuta!).

Durante l’intervento del relatore, durato una quindicina di minuti, conto una cinquantina di operazioni del genere! Ogni volta che ripone lo smartphone in borsa, riemerge alla realtà ma onestamente non saprei dire che cosa alla fine avrà compreso della conferenza.

Che rapporto c’è tra le persone e il loro smartphone?

Il 7 maggio scorso un gruppo di ricercatori dell’Università di Washington ha presentato uno studio proprio sull’uso smodato e compulsivo dello smartphone, alla conferenza ACM Chi 2019 su Human Factors in Computing Systems, svoltasi a Glasgow in Scozia.

Il motivo principale per cui le persone guardano spesso il loro smartphone è la noia. Un’occhiata al telefonino è il modo più semplice per “ammazzare il tempo”, anche se ciò porta poi a comportamenti compulsivi o smodati. Infatti, secondo questi ricercatori, sono emersi quattro momenti della vita di ogni giorno in cui ciò avviene:

  1. Quando ci si trova davanti a momenti “vuoti”, in attesa di qualcuno
  2. Prima o durante compiti ripetitivi
  3. In situazioni socialmente imbarazzanti
  4. Quando si attende un messaggio o una notifica importante

Occorre dire, peraltro, che questo comportamento eccessivo si ridimensiona rapidamente quando vi sono delle richieste provenienti dal mondo reale – ad esempio, l’arrivo di una persona – o ci si rende conto che siamo stati molto al telefono e non vi sono altri messaggi da leggere. Dalla ricerca emerge anche, in maniera imprevedibile, che non esisterebbero sostanziali differenze di comportamento a secondo dell’età.

Una chiosa finale. Chi usa compulsivamente lo smartphone durante una conferenza, a parte il fatto che non ne trarrà alcun beneficio, finisce anche per distrarre le persone presenti, come è capitato al sottoscritto. Il che non è una buona cosa…

2 risposte a "Lo smartphone e il suo utilizzo compulsivo"

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