Gian Carlo Cocco: il pensiero prospettico e strategico

Riportiamo un breve articolo del prof. Gian Carlo Cocco, apparso nell’ultimo numero della rivista di Manageritalia “Dirigente”, nel quale si parla, tra l’altro, del Gymnasium Manageriale del CFMT. In uno dei prossimi giorni, approfondiremo l’argomento relativo al pensiero prospettico con una intervista esclusiva al prof. Cocco.

Più aumenta l’incertezza, più abbiamo bisogno di strumenti previsionali

Fino a non molti anni fa va la “visione prospettica” non era molto richiesta dalla maggior parte delle organizzazioni. Prevedere il futuro nei mercati in espansione consisteva sostanzialmente in una razionale capitalizzazione degli avvenimenti trascorsi filtrata in una logica incrementale (chi si sarebbe azzardato a formulare budget non in crescita?).

Attualmente viviamo in un periodo di caos e di incertezza bombardati da una massa enorme di informazioni contraddittorie e non sempre veritiere. Districarsi quotidianamente nella massa di interpretazioni, opinioni, narrazioni riguardanti gli avvenimento è estremamente complicato. Figuriamoci quanto può apparire ancora più difficile prevedere il futuro in un contesto simile.

Eppure, è proprio davanti all’aumento dell’incertezza che vi è maggiore necessità di strumenti previsionali, per evitare di soccombere davanti a minacce sottovalutate.

Tre strategie comportamentali fondamentali

Le mosse fondamentali che occorre mettere in atto possono essere sintetizzate in queste tre fondamentali strategie comportamentali:

  • riuscire a definire gli avvenimenti che ci riguardano (evitando l’approccio “tuttologo”: il confronto continuo è fondamentale) in termini dinamici anche in carenza di dati. La diffusa e apprezzata esigenza di rapidità decisionale nei casi di valenza strategica è estremamente pericolosa;
  • cogliere i segnali di cambiamento, i cosiddetti “segnali deboli” avendo il coraggio di non fermarsi davanti alle apparenze. Comprendere che le certezze, molto tranquillizzanti, rappresentano il vero nemico da combattere perché spesso sono distorcenti, soprattutto in contesti turbolenti. In proposito Nassim Taleb ha introdotto il concetto di “cigno nero”: ciò che non è mai accaduto non è detto che non accadrà;
  • rappresentare le possibili configurazioni future non più in termini definiti, ma alternativi, utilizzando diversi scenari che consentono di ipotizzare prima della condizione di emergenza, le mosse e contromosse richieste in ogni ipotesi formulata. Va ricordato che gli scenari non funzionano in termini di “futurologia” cioè per prevedere, ad esempio. dove andrà l’economia mondiale. Sono altresì un valido supporto negli specifici contesti nei quali operiamo.

E non dimentichiamo il pensiero stoico

Nassim Taleb

In sostanza, occorre evitare di aggrapparsi alle convinzioni consolidate perché il caos e la conseguente imprevedibilità è anche, e soprattutto, una formidabile occasione per apprendere, purché si eviti di cadere preda solo dei timori e delle preoccupazioni. Le grandi e piccole conquiste sono il risultato di prove ed errori, passi falsi, incidenti, piccoli fallimenti che hanno il pregio di farci cogliere le opportunità. In questo senso, come propone Nassim Taleb, occorre diventare “antifragili”. Prendendo spunto dal remoto passato è possibile ricordare che gli antichi romani, i quali hanno ottenuti grandiosi successi dopo brucianti sconfitte, applicavano il pensiero stoico: prevedevano il peggio per rimanere ottimisti

Il percorso del Gymnaium Manageriali viene integrato da sei Assessment a distanza, incentrati sulle capacità che vengono approfondite nelle giornate di formazione. Preliminarmente consente di ricevere un profilo con i punti di forma e punti migliorabili della specifica capacità. Alla conclusione consente una verifica oggettiva dei reali livelli di miglioramento ottenuto.

Gli Assessment a distanza, indispensabili e di rapida compilazione, arricchiscono il ciclo del Gymnasium Manageriale consentendo di confrontarsi con ogni relatore per definire un piano di miglioramento personalizzato.

Una risposta a "Gian Carlo Cocco: il pensiero prospettico e strategico"

  1. Maurizio settembre 14, 2019 / 8:49 am

    Mi trovo molto allineato con questo approccio, opero infatti come Imagination Designer e ritengo che l’immaginazione prospettica sia una capcità che può essere allenata.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...