Il sorriso svela se sei felice sul serio o fai finta!

Ci sono tanti test in giro, più o meno attendibili, che cercano di misurare la felicità. Ma esistono scientificamente metodi per misurare la felicità delle persone? C’è chi come il prof. Mark Holder si concentra sui fattori biologici, prendendo in esame campioni di saliva e urina che studiano i cambiamenti dei neurotrasmettitori negli ormoni.

Esiste qualcosa di più semplice per stabilire se una persona è realmente felice oppure no?

Sì, secondo alcuni ricercatori basta osservare attentamente come sorride una persona e si scopre se il suo è un sorriso genuino oppure falso. L’esperimento, che potrete fare anche voi con le persone che conoscete si rifà a uno studio del neurologo francese Duchenne de Boulogne, che condusse ricerche pionieristiche nell’ambito della scienza fisiologica.

Lo studioso fece una serie di esperimenti che prevedevano la stimolazione dei muscoli facciali dei soggetti testati attraverso scariche di corrente elettrica. L’esito fu che per produrre un sorriso genuino devono funzionare contemporaneamente due muscoli facciali specifici, vale a dire: il muscolo maggiore zigomatico che tira in su gli angoli delle labbra, e il muscolo orbicularis oculi che si contrae intorno agli occhi con conseguente comparsa di rughe distintive, comunemente indicate come zampe di gallina. Questo muscolo, in genere, non può essere contratto volontariamente.

Il che porta alla conclusione che se una persona usa solo il muscolo zigomatico produce un sorriso falso. Quindi, attenzione, controllate le rughette attorno agli occhi prima di fidarvi di una persona.

Non bisogna dimenticare, peraltro, che nel sorriso i muscoli messi in movimento sono parecchi (più di 40) e se la persona che abbiamo davanti ha già di suo delle zampe di gallina attorno agli occhi il problema potrebbe diventare difficile da risolvere.

Inutile aggiungere che questi suggerimenti vanno sempre presi “con le pinze”. Chi vuole rendersi conto se riesce a individuare la differenza tra un sorriso vero e uno falso, può sottoporsi anche all’esperimento basato sulla ricerca del prof. Paul Ekman.

E in ogni caso, ridiamoci su!

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