Angela Gallo: il Pensiero Prospettico

Uno degli argomenti che in questo momento interessa di più i leader e i manager d’azienda è la capacità di “vedere lontano”, di saper cogliere in anticipo i cambiamenti in un mondo complesso e in rapidissima trasformazione. Da parte nostra, chiederemo a diversi esperti nella materia di fornirci indicazioni utili per capire in che modo affrontare il futuro che, come ha scritto qualcuno, “non è più quello di una volta”!

Gentilissima prof.ssa Gallo, sappiamo che inizierà a breve presso IdeaManagement Human Capital un corso, composto di due moduli (5 giugno e 26 giugno), sul concetto di pensiero prospettico. Può parlarcene?

Nel parlare di pensiero manageriale abbiamo necessità di approfondire gli ambiti applicativi e le diverse forme del «pensare manageriale».
L’attualità del nostro contesto socioeconomico richiede ai manager la necessità di saper affrontare situazioni :
saper cogliere la natura di quello che sta accadendo e formulare ipotesi su quello che accadrà;
saper scegliere un percorso tra i tanti possibili, affrontare problemi, prendere decisioni e concretizzare obiettivi;
saper muoversi in team e saper infondere fiducia ed indirizzi ai propri collaboratori;
saper convivere con gli imprevisti e gli inevitabili errori di valutazione e scelta che costelleranno il suo percorso;
saper cogliere la natura degli indirizzi strategici e contribuire alla loro realizzazione;
– saper individuare, con la giusta flessibilità, il nuovo che avanza contribuendo, a sua volta, nei piccoli e grandi orientamenti innovativi.

I “pensieri manageriali” e la sfera cognitiva

Il pensiero manageriale supera la ormai riduttiva logica di analisi lineare, per articolarsi in forme complesse e plastiche di intelligenze funzionali all’adattamento evolutivo del quotidiano.
Nel parlare di pensiero manageriale abbiamo la necessità di individuare e sistematizzare alcuni elementi, o ingredienti, fondanti la sfera cognitiva.
Il pensiero sistemico: ci aiuta a gestire situazioni complesse e a tenere insieme gli snodi fondamentali fra più variabili. È connesso al tema della complessità.
Il pensiero strategico: entra in gioco quando abbiamo una meta da raggiungere e contribuisce a delineare il macro-percorso per raggiungerlo. È collegato alla necessità di tradurre i desiderata in risultati.
Il pensiero innovativo: produce e riconosce il nuovo, alimenta e supporta il cambiamento, offre prospettive e visioni alternative. È connesso alla gestione dei cambiamenti.
Il pensiero prospettico: ci fornisce la possibilità di capire cosa succederà domani ed è quello che ci fa ipotizzare i trend e immaginare scenari. È collegato alla necessità previsionale con le sue implicazioni in tema di incertezze dei trend evolutivi.

Come affrontare uno scenario VUCA?

Prendendo in prestito un acronimo coniato in campo militare: V.U.C.A., l’attuale scenario socioeconomico si caratterizza per alcuni assunti determinanti il funzionamento globale.
Questa definizione, oltre che a rappresentare i teatri bellici, ben descrive l’attuale ambiente in cui le imprese operano. Prendere coscienza dell’ambiente nel quale si è inseriti, è il punto di partenza imprescindibile per comprendere come i pensieri manageriali devono costantemente adattarsi ad una realtà fluida e complessa.
La Volatilità si riferisce alla natura, alle dinamiche e alla velocità del cambiamento. Nella vita di un’organizzazione la volatilità si può presentare a causa dei grandi cambiamenti organizzativi o delle veloci innovazioni tecnologiche. La conseguenza è che pur in presenza di soddisfacenti risultati nel presente, questi non sono più garanzia per il futuro. Da qui la necessità per il manager di ricorrere costantemente al pensiero innovativo.
L’Incertezza è generata dalla mancanza di prevedibilità, dal fatto che anche se pianifichiamo ci sono sempre elementi sui quali non abbiamo controllo, perché non li comprendiamo o perché non possiamo dominarli. Da qui la necessità di avere un tonico e allenato muscolo di pensiero prospettico in grado di aiutarci a cogliere i segnali deboli, a guardare il domani in un’ottica costante e non episodica di «what …if».
La Complessità è generata dalla molteplicità di fattori presenti all’interno e intorno al sistema organizzativo che interagiscono fra di loro in modi che non sempre possono essere osservati direttamente. L’interconnessione fra le informazioni e il volume degli elementi del sistema, possono farci sentire sopraffatti. Da qui il bisogno di passare da un pensiero logico lineare a un pensiero sistemico.
L’Ambiguità è generata dalla possibilità di leggere le stesse informazioni attribuendogli significati diversi e tutti potenzialmente validi. L’ambiguità si manifesta anche nel fatto che dobbiamo lavorare sempre di più con la diversità, con collaboratori di culture diverse, con background e valori diversi dai nostri, le cui scelte e comportamenti non sappiamo bene come leggere. L’ambiguità è uno degli elementi chiave con il quale deve interagire il pensiero strategico.
In un mondo VUCA tende a farsi strada, negli ultimi anni, il presupposto che, in una realtà in continuo cambiamento, i risultati delle performance e delle competenze acquisite dai manager possono non essere condizioni sufficienti per prevedere la loro abilità di affrontare cambiamenti significativi.

Cos’è e come può essere utilizzata la learning agility

La chiave di volta risiede nei processi di apprendimento continui ma, soprattutto, in una meta competenza trasversale che va allenata e sviluppata: la learning agility.
La learning agility è l’abilità e la propensione di una persona ad imparare dall’esperienza – propria e altrui – e di applicare ciò che apprende per migliorare le performance future. I compiti manageriali si evolvono, i ruoli hanno confini sempre meno definiti: l’unica certezza è che le strategie applicate nel passato potrebbero non funzionare più nel contesto attuale o in quello futuro.
La learning agility è la meta-competenza trasversale che aiuta i manager a rispondere alle sfide di un presente incerto e di un futuro poco prevedibile. Il manager agile è colui, o colei, che ha il coraggio di continuare ad imparare per essere pronto/a ad affrontare le sfide di oggi e quelle di domani.
Ideamanagement insieme a Skopìa una start up dell’Università di Trento, ha messo a punto il percorso Futures e pensiero prospettico. Developing Anticipatory Thinking (DAT).

Per maggiori informazioni potete visitare il sito ufficiale di Ideamanagement Human Capital.

Chi è la prof.ssa Angela Gallo?
Presidente e fondatrice di IdeaManagement Human Capital, psicologa, formatrice e coach è in Italia tra le più qualificate esperte nella pratica della valutazione e bilancio delle competenze attraverso le metodologie dell’Assessment di cui è ideatrice di strumenti e pratiche. Autrice di molti saggi tra cui “Parlami Capo” e “Sentimenti e competenze”, due tra i più venduti titoli di management e ispirazione del Master di Gestione e Sviluppo dei Collaboratori.

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