Permette questo ballo? Comunicare è come ballare. Cos’è l’exopatia?

Heinz von Förster, nel libro “Sistemi che osservano” (Astrolabio, Roma, 1987) sostiene che la comunicazione è il passaggio di una informazione, ma l’informazione non esiste in sé.

La comunicazione è una danza

“L’informazione è nella mia testa e posso “sintonizzarmi” con un altro, come in una danza, dopo la quale io ne so più di prima. Questa danza è un dialogo parlato, scritto o letto, con qualcuno. L’informazione è il modo in cui si cambia dopo il coinvolgimento di questo qualcuno”.

Coinvolgimento exopatico

Ma come è garantito il coinvolgimento? Solo da un atteggiamento empatico, o meglio exopatico, di vera comunicazione. Vediamo di capire meglio il senso. La comprensione dell’altro non consiste solo né principalmente nel mettersi nei suoi panni (empatia), quanto nella capacità di accettare l’altro in quanto “diverso da te” (exopatia).

Chiamiamo exopatia questa tensione dialogica, in cui l’empatia gioca un ruolo transitorio e minore, dominata invece dal continuo ricostruire l’altro come portatore di una prospettiva autonoma, altrettanto sensata della nostra ma non riducibile alla nostra”. (M. Scalvi, “Ad una spanna da terra, Feltrinelli, 1989)

Riprendendo la metafora del ballo, se vogliamo che la comunicazione funzioni, dobbiamo lasciarsi andare al ballo: guidare e lasciarsi guidare, senza forzare né essere forzati, cercando di non perdere ritmo e armonia.

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