Il manager e le diverse aree della sua professionalità. Terza parte dell’intervista alla dottoressa Angela Gallo

Quali sono le capacità che forniscono ai manager un aiuto indispensabile per navigare nel cambiamento e ottenere dei soddisfacenti risultati professionali e di business?

L’area intellettuale, che raggruppa le capacità del pensiero funzionale a contribuire ad affrontare le piccole e grandi varianze che ciascuno di noi incontra nel suo quotidiano, ci permette di fornire alcuni spunti di riflessione sulle capacità sempre del problem solving che necessità oggi di muoversi con la più complessa capacità di pensiero sistemico.
In area relazionale sono state prese in considerazione quelle capacità fondamentali per gestire i grandi capitali: umano, clienti e quello collaborativo. Fanno parte di quest’area le capacità di: Comunicazione e ascolto – Integrazione e collaborazione – Orientamento al cliente – Negoziazione relazionale – People management
L’area gestionale racchiude le skill che meglio esprimono il presidio delle responsabilità nella gestione delle attività. Queste capacità permettono la gestione dell’accountability, termine inglese che significa esercizio di responsabilità, formale o non, dei risultati da conseguire sulla base della messa in campo di alcune abilità gestionali ed etiche. Fanno parte di quest’area le capacità di: Programmazione – Decisione – Iniziativa
L’area innovativa è sostenuta dalle capacità di gestione del cambiamento che ci permettono di mettere in gioco un comportamento flessibile per adattarci al mutamento e alla raccolta di nuove opportunità; infine appartiene a quest’area la competenza di innovazione funzionale a riconoscere, accettare e promuovere contributi nuovi e migliorativi. Sono state individuatele capacità di: Flessibilità – Propensione al nuovo – Pensiero prospettico.
Infine, l’attenzione è stata posta all’area emozionale. Questa area in campo professionale assume un significato specifico, indicando un processo di consapevolezza che coinvolge i singoli, i team e l’organizzazione intera volto alla cura dei valori e del clima interno per garantire i risultati. Tra le diverse capacità di quest’area abbiamo preferito condividere due fattori: Gestione dell’incertezza – Gestione dei conflitti interpersonali.

L’area emozionale: che cos’è un sentimento?

Le capacità dell’area emozionale ci introducono a prendere consapevolezza sulle emozioni, grazie all’esperienza e ai nostri processi di apprendimento si trasformano in sentimenti.
Spiegare cosa sia un sentimento non è facile. Qualsiasi definizione ingabbierebbe in una descrizione razionale un contenuto che razionale non è.
Il secolo scorso si è chiuso lasciando in eredità il superamento di una contraddizione in campo aziendale. L’organizzazione del lavoro, fondata sul dominio della razionalità, ha dovuto aprire le porte e iniziare ad occuparsi di quelle forze emotive che possono, nel bene o nel male, fare la differenza.
Come la storia spesso mette in evidenza, ci sono situazioni in cui trovarsi nel momento giusto, con l’idea giusta, può modificare il percorso degli accadimenti. Questo è quello che è successo a Daniel Goleman con il suo libro “Intelligenza emotiva” (Daniel Goleman, Intelligenza emotiva, R.C.S., 1996).
Altri studiosi non hanno avuto lo stesso successo, nonostante si occupassero da anni del dualismo tra raziocinio ed emozioni. Bravo Goleman! Il suo libro, letto, o solo sfogliato, ha portato i manager a prendere in considerazione il fatto che le persone, dalle quali pretendiamo risultati e prestazioni eccellenti, quando la mattina arrivano al lavoro non riescono a lasciare a casa la loro componente emotiva. Parlare di emozioni e sentimenti, inoltre, ha permesso di iniziare a sussurrare che le stesse organizzazioni aziendali non producono solo risultati di business, ma così come attivano emozioni positive, generano anche, più o meno consapevolmente, sentimenti negativi e distruttivi.

Sentimento non è emozione

Il termine sentimento viene spesso usato nel linguaggio comune come sinonimo di emozione; in realtà ci sono sicuramente delle affinità, ma anche delle differenze sostanziali. Anche nei sentimenti c’è il nostro apparato fisico-sensoriale che “sente”, ma questo percepire è elaborato ed integrato da una componente cognitiva, che trasforma le emozioni sulla base di parametri conoscitivi. Visto il ruolo particolare dei pensieri, le emozioni vengono sperimentate prima e i sentimenti successivamente; questi sono quindi il gradino successivo delle emozioni. Il rapporto fra i sentimenti e le emozioni è così stretto che non possono esistere sentimenti senza emozioni. Si possono vivere però delle emozioni senza che necessariamente da esse si sviluppino dei sentimenti.
Volendo riepilogare alcune caratteristiche distintive, il sentimento è una emozione che si caratterizza per la sua continuità nel tempo. L’emozione può essere di forte intensità e di breve durata, un sentimento, invece, può essere attenuato come intensità percettiva, ma diventare duraturo nel tempo. Esso nasce da una o più emozioni, ma si alimenta nel tempo reiterando tali emozioni e, in qualche modo, nutrendosi di queste; inoltre, si caratterizza per la complessità degli elementi che lo compongono, che funzionano tra loro con delle relazioni sistemiche, tanto che in alcuni casi si fatica ad individuarne i confini di influenza. I sentimenti, a differenza delle emozioni che sono delle forme di reazione, diventano dei veri e propri modi di essere
Se il sentimento è il prodotto del nostro pensare, diventa la modalità privilegiata con la quale ci relazioniamo agli altri e all’ambiente, risultando da questa fortemente condizionato.
Il sentimento diventa così il risultato del nostro sforzo adattativo, anche nei casi in cui i suoi effetti si rivelino disfunzionali per l’individuo stesso e per l’ambiente.
L’apprendimento gioca un ruolo strategico nei sentimenti, sia nella loro genesi, sulla base delle esperienze, sia nel loro percorso di cambiamento. Questo è il motivo per il quale essi dovrebbero trovare posto in tutti i programmi formativi, in campo scolastico e nelle organizzazioni di business, proprio perché sono il risultato del nostro apprendimento e lo influenzano.
I sentimenti, infine, sono contagiosi. I nostri ambienti sociali spesso trasmettono sentimenti positivi, ma possono anche “infettare” gli individui con quelli negativi.

Siamo porcospini umani?

La nostra società viene definita complessa, contraddittoria, fluida. Ma proprio per questo il ricorso ai sentimenti è indispensabile, una sorta di meccanismo evolutivo funzionale ad affrontare la difficoltà insita nella complessità.
I rapporti umani sono caratterizzati da sentimenti contraddittori, verso noi stessi e verso gli altri. La società attuale richiede ai porcospini umani di rimanere il più possibili uniti, ma come possiamo farlo se i nostri sentimenti spesso ci allontanano dagli altri, se abbiamo paura e non abbiamo fiducia negli altri?
Per la maggior parte di noi non è facile trovare un equilibrio tra il nostro funzionare come singoli e l’interagire con gli altri, prestando attenzione ai nostri e ai loro bisogni. Così come ci troviamo spesso in situazioni contraddittorie in campo organizzativo dove, da un lato veniamo valutati per le nostre performance individuali, dall’altro ci chiedono di collaborare e partecipare a team, lasciando un passo indietro la nostra individualità.

Chi è la prof.ssa Angela Gallo?
Presidente e fondatrice di IdeaManagement Human Capital, psicologa, formatrice e coach è in Italia tra le più qualificate esperte nella pratica della valutazione e bilancio delle competenze attraverso le metodologie dell’Assessment di cui è ideatrice di strumenti e pratiche. Autrice di molti saggi tra cui “Parlami Capo” e “Sentimenti e competenze”, due tra i più venduti titoli di management e ispirazione del Master di Gestione e Sviluppo dei Collaboratori.

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