Donna leader: cos’è la presenza esecutiva?

Capita che qualche donna che arriva a occupare posizioni di rilievo in ambito aziendale si senta debole in quella che possiamo definire la “presenza esecutiva”, cioè la credibilità del suo operato nel momento in cui svolge il compito che le è stato affidato.

Ad esempio, durante le riunioni di dirigenti, può capitare che una donna da poco promossa nel suo nuovo incarico tema di essere giudicata negativamente quando presenta dati o esprime pareri su certe decisioni da prendere.

Kathy Caprino, fondatrice e presidente di Ellia Communications e autrice di “Breakdown, Breakthrough” – un best seller che è una guida professionale della donna che mira a rivendicare per sé una vita ricca di passione, potere e obiettivi – ha chiesto a una giovane dirigente quali fossero le sue reali preoccupazioni quando si trova a sedere in un board aziendale.

La risposta è stata: “Cosa succede se mi fanno una domanda a cui non posso rispondere?”. Allora, la Caprino le ha chiesto: “Le è mai capitato un fatto del genere?”. La risposta è stata negativa. Al contrario, in passato, la neo dirigente ricordava di essere sempre stata elogiata per il modo in cui conduceva le sue presentazioni e rispondeva alle eventuali obiezioni. E allora perché questa paura?

Sarò all’altezza del mio compito?

Le donne soffrono spesso della sensazione di non essere all’altezza della situazione che stanno vivendo. Questa lacuna viene sperimentata in molti casi e consiste nel non essere in grado di riconoscere i propri talenti, le proprie abilità, temendo quindi di non saperli sfruttare pienamente, con la conseguente paura – infondata – che venga portata alla luce questa loro presunta incapacità.

La “presenza esecutiva”, secondo la Caprino, è l’atteggiamento giusto per evitare che questa fastidiosa sensazione prenda il sopravvento. Vediamo da vicino da cosa è costituita una “presenza esecutiva” efficace.

Fiducia: il tuo modo di parlare, di comportarti e di impegnarti deve trasmettere in chi ti ascolta la convinzione che credi senza alcun dubbio in quello che fai e nelle cose che dici.

Autorità: Chi ti ascolta deve essere sicuro che hai il potere e la capacità di intervenire concretamente nell’area di cui sei responsabile.  E che disponi delle informazioni necessarie per poter prendere in questo ambito decisioni efficaci.

Capacità comunicativa: parlando e ascoltando sai inserirti nella discussione per fornire un contributo positivo che consenta di dare il giusto spazio non solo alle tue idee ma a tutte quelle che vengono esaminate.

Contributo positivo: sei in grado di presentare concetti, idee, innovazioni, articolandoli in modo costruttivo e creativo, riuscendo a pensare fuori dagli schemi e dalle convenzioni, ove questo favorisca una crescita generale.

Determinazione: sai mantenere la tua posizione quando vengono opposte obiezioni o critiche e sai difendere con argomenti coerenti e concreti, ed eventuali controdeduzioni, il tuo punto di vista.

Mantenere la calma: tieni sotto controllo il tuo nervosismo, cercando di esprimere in modo controllato e sicuro i tuoi pensieri (senza mai dimenticare che le critiche sono rivolte sempre alle idee non alla persona!)

Mostrare la propria leadership: sei conscia del ruolo che ti è stato affidato, del tuo potere, riconosciuto dai collaboratori del tuo staff, di cui apprezzi il contributo e dei quali sai valorizzare nel modo migliore i talenti.

Forza emotiva: mostri autocontrollo anche nei momenti di maggiore tensione, conservando lucidità, senza mai superare i limiti di correttezza o educazione.

Presenza esecutiva

Che cos’è in buona sostanza la presenza esecutiva? E’ sentirsi a proprio agio nella posizione che si occupa. Se ti capita di chiederti: “Che ci sto a fare io qui?” significa che c’è qualcosa di sbagliato in te. Che forse, faresti meglio a ripercorrere gli ultimi passi e rivedere le tue posizioni perché potresti davvero rischiare di andare incontro a un terribile “flop”.

Ecco, allora la necessità di rispondere con sincerità a queste tre domande.

Ho una sufficiente padronanza dell’area e del lavoro di cui sono responsabile? Ho l’esperienza necessaria per fornire un contributo sostanziale al tavolo esecutivo della mia azienda?

E’ facile riconoscere la differenza positiva che riesco ad esercitare svolgendo il mio ruolo?

 La vera ragione per cui, talora, dubito di avere una presenza esecutiva è esclusivamente un fatto personale, non legato alla reale qualità delle mie capacità organizzative?

Rispondendo a queste domande è chiaro che hai tutto il diritto di sedere al board e devi essere orgogliosa di farlo anche perché l’azienda ha bisogno delle tue conoscenze e delle tue competenze. Non devi assolutamente sentirti a disagio in questa posizione.

Se, al contrario, hai riposto qualche no, non abbatterti. Cerca di essere proattiva per identificare ciò che ti impedisce di essere te stessa e svolgere con successo il compito che ti è stato affidato. Se vi sono lacune, individuale e cerca di superarle, facendoti aiutare da chi può fornirti maggiore supporto, e cercando di acquisire esperienza e formazione, ove pensi siano carenti: non tralasciare nulla che possa essere utile per aumentare la fiducia nei tuoi mezzi e l’autorità, in modo che il tuo posto al tavolo della leadership non possa in nessun caso essere messo in discussione.

Naturalmente, può capitare che il disagio che provi sia dovuto all’ambiente, negativo e poco disponibile nei tuoi confronti. Se è così, il consiglio di Kathy Caprino è netto: lascia perdere. Quella azienda non ti merita. Troverai altrove il modo per far valere le tue qualità…

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