Andiamo a lavorare. Anzi, a giocare. Elogio del puzzle

Oggi si fa di tutto per migliorare il clima nel posto di lavoro. Gli imprenditori più sensibili hanno capito che un clima disteso favorisce la produttività mentre lo stress è un elemento negativo che a lungo andare crea tensioni che possono rivelarsi molto dannose.

Uno degli aspetti meno piacevoli del lavoro è la routine quotidiana, la ripetizione di attività noiose e poco stimolanti, che, seppure meno frequenti e meno alienanti di un tempo, possono creare fastidio, prive come sono di elementi creativi.

Che fare allora?

In un articolo, Vince Forrington – collaboratore di Jostle – propone alcune soluzioni, forse un po’ semplicistiche, ma che possono, a suo parere, innescare una reazione a catena positiva in grado di ridurre lo stress dei collaboratori, produrre sano “divertimento”, creare affiatamento e altri vantaggi inaspettati.

Se vi interessa potete approfondire il tema, leggendo il suo articolo. Da parte nostra, ci permettiamo di riportare alcuni suggerimenti circa possibili momenti ludici – da svolgere durante le pause di lavoro – come, sfide in cucina basate su ricette semplici da gustare subito dopo insieme, o una serie di giochi classici come lancio di freccette, ping pong, gara di aeroplanini di carta, ecc. E soprattutto, il gioco più gettonato: il puzzle.

Il puzzle è un gioco di pazienza che ha origini antiche. Sembra risalga al 1760, inventato da un cartografo per aiutare i suoi allievi a leggere le carte geografiche. Come noto, consiste nel rimettere nel giusto ordine le tessere sparse di un’immagine (disegno, foto, ecc.).

Secondo l’Autore, il puzzle è un modo economico, alla portata di tutti, per introdurre sul posto di lavoro un elemento semplice e divertente, che non richiede preparazione o manutenzione ed è in grado di coinvolgere tutti. Ricordate la scena di Stanlio e Ollio che distratti dalla ricerca del pezzo finale del puzzle si dimenticano di partecipare al matrimonio di quest’ultimo?

A parte questo possibile inconveniente, i puzzle sono un ottimo sistema per creare un diversivo rilassante che mette in funzione l’attività cerebrale. Sembra, infatti, che i puzzle aiutino sia il lato sinistro “logico” del cervello che quello destro “creativo”, migliorando nel contempo la memoria.
Senza dimenticare che impegnandosi nella realizzazione di puzzle i partecipanti avviano delle conversazioni, si parlano, si aiutano vicendevolmente, il che può creare anche un buon feeling tra persone che lavorano in reparti diversi, favorendo in generale un clima più disteso e collaborativo.

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